

Nell'immagine, un contesto collegato ai fatti.
Nessun allarme legato al consumo di sushi, ma una precisazione tecnica che invita alla corretta informazione. A chiarirlo è l’infettivologa Novella Carannante dell’ospedale Cotugno di Napoli, intervenuta dopo le recenti preoccupazioni sui casi di epatite A.
«Nessun allarme», sottolinea la specialista, mettendo un punto fermo su una questione che aveva generato timori tra i consumatori. La dichiarazione arriva in risposta a una domanda specifica, rispetto alla quale è stata fornita una spiegazione di carattere scientifico. «Il virus dell’epatite A può essere eliminato unicamente con la cottura dei cibi», precisa l’infettivologa, ribadendo un principio noto ma spesso oggetto di fraintendimenti.
Una puntualizzazione che non equivale a un allarme, ma che richiama l’attenzione sulle modalità di trasmissione del virus. Il chiarimento mira quindi a evitare interpretazioni allarmistiche e a riportare la discussione su un piano corretto, distinguendo tra rischio teorico e situazione reale.
In questo contesto, il consumo di sushi non viene indicato come un pericolo in sé, ma come parte di una più ampia attenzione alle norme igienico-sanitarie. Resta fondamentale, secondo gli esperti, mantenere comportamenti adeguati nella manipolazione e nel consumo degli alimenti, senza cedere a paure ingiustificate ma neppure sottovalutare le indicazioni della comunità scientifica.