Aumentano, seppur leggermente, i casi di epatite A registrati a Napoli. Secondo i dati aggiornati alle 17.30 di lunedì 23 marzo e diffusi dalla direzione dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, sono 78 le persone assistite all’ospedale Cotugno, centro di riferimento per le malattie infettive: 70 pazienti sono ricoverati nei reparti di degenza, mentre otto si trovano in osservazione al pronto soccorso.
Il numero dei ricoveri segna un incremento rispetto al bollettino diffuso nella giornata precedente, confermando una crescita dei contagi da virus HAV. Nonostante ciò, dall’ospedale rassicurano sulle condizioni dei pazienti: nessuno presenta al momento quadri clinici particolarmente critici.
L’Azienda dei Colli ha inoltre attivato un monitoraggio costante dell’andamento epidemiologico, con l’obiettivo di adeguare tempestivamente la disponibilità di posti letto. Allo stato attuale, sottolinea la direzione sanitaria, non si registrano criticità sul piano assistenziale.
Pescivendoli in piazza: “Siamo rovinati”
Parallelamente alla gestione sanitaria dell’emergenza cresce il malcontento tra gli operatori del settore ittico. Circa cento titolari di pescherie provenienti da tutta la provincia di Napoli si sono riuniti in mattinata davanti a Palazzo San Giacomo per protestare contro gli effetti dell’ordinanza comunale che vieta il consumo di frutti di mare crudi.
Il provvedimento, firmato dal sindaco Gaetano Manfredi giovedì scorso e successivamente adottato anche da altri Comuni, avrebbe provocato un crollo delle vendite. Gli operatori parlano di incassi dimezzati e di una domenica definita “drammatica”.
“Non si può ridurre tutto a un divieto senza aver stabilito la vera causa dei contagi e i reali confini dell’aumento dei casi”, ha dichiarato uno dei manifestanti in piazza. “Con questa ordinanza e con le notizie false che circolano online rischiamo di mettere in strada centinaia di famiglie”.
Il confronto con il Comune
Una delegazione dei pescivendoli è stata ricevuta in municipio dall’assessore al Turismo e alle Attività produttive Teresa Armato, insieme agli assessori alla Salute Vincenzo Santagada e alla Polizia locale Antonio De Iesu.
“Comprendiamo pienamente le preoccupazioni delle pescherie napoletane – ha spiegato Armato – soprattutto in un periodo importante come quello che precede la Pasqua. L’ordinanza sul divieto di consumo di frutti di mare crudi nasce esclusivamente da esigenze di tutela della salute pubblica”.
L’amministrazione comunale ha assicurato massima attenzione alle richieste della categoria, promettendo sostegno al comparto in vista delle festività pasquali, tradizionalmente cruciali per il mercato ittico cittadino.








Commenti (3)
Servira piu test e informazion chiare: non si pol impor divieti a casaccio senza avere tamponi e analisi che stabiliscano i focolai. Capisco la tutela della salute ma anche l’impatto su commerci e famiglie va valutat con piu trasparenza e responsabilita.
Capisco il punto dell’ospedale e che nessuno stia messo in critico, ma mi sembra che il monitoraggio sia lento e le ordinanze vengano fatte tropp in fretta. Le pescherie hann bisogno di chiarimenti e sostegno economich per non finir in strada famiglie e perdi lavoro.
Mi pare che la situazion de Napoli sia presa seriament ma anche un pochino confusa; i numeri non son chiar e i provvediment paren esagerat: perchi non si sap ancora la verità sulla causa. I pescovendoli dicono d’esser rovinat e la gente resta perpless ma senza riferimenti certi.