

Nell'immagine, un contesto collegato ai fatti.
È stata la Polizia Penitenziaria a dare l’allarme: un drone stava sorvolando la casa circondariale di Salerno. La segnalazione ha fatto scattare immediatamente l’intervento congiunto dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Salerno e del personale della Sezione Volanti della Questura salernitana.
Gli agenti hanno individuato rapidamente due uomini a bordo di un’auto parcheggiata nelle immediate vicinanze del carcere: Giulio Del Giudice e Massimo La Rocca.
Alla vista delle pattuglie, i due hanno tentato di dileguarsi. La fuga, però, è durata poco: la loro vettura si è schiantata contro un altro veicolo in sosta, mettendo fine alla corsa. Nel disperato tentativo di liberarsi delle prove, gli arrestati avevano già lanciato alcuni involucri dal finestrino durante l’inseguimento, ma anche quelli sono stati recuperati dagli agenti.
Il bilancio del sequestro è pesante. I due uomini erano in possesso di: circa 800 grammi di hashish, 120 grammi di cocaina, 15 grammi di crack. E inoltre un bilancino di precisione, tre smartphone con schede SIM e caricabatteri, materiale per il confezionamento della droga.
Il quadro che emerge, secondo la ricostruzione della polizia giudiziaria firmata dal procuratore Rocco Alfano, è quello di un sistema organizzato per rifornire i detenuti aggirando i controlli di sicurezza dall’alto.
Giulio Del Giudice e Massimo La Rocca sono stati arrestati con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’operazione conferma il crescente ricorso ai droni come strumento per introdurre droga e dispositivi di comunicazione nelle carceri, un fenomeno che le forze dell’ordine campane stanno monitorando con attenzione crescente.