

L'abbraccio tra la mamma di Domenico e la direttrice del Monaldi
Nola – Il Duomo di Nola si è trasformato oggi nel cuore pulsante di un dolore che ha scosso l’intera nazione. Tra le navate della Cattedrale, dove è stata allestita la camera ardente per il piccolo Domenico – il bimbo di soli sette anni deceduto dopo un travagliato trapianto di cuore all’ospedale Monaldi – si è consumato l’incontro più atteso e difficile.
A varcare la soglia del Duomo è stata l’avvocato Anna Iervolino, direttrice generale dell’Azienda dei Colli, da cui dipende il nosocomio napoletano finito nell’occhio del ciclone per l’errore del “cuore congelato”. Tra la dirigente e Patrizia, la mamma di Domenico, non ci sono stati atti d’accusa, ma un lungo, silenzioso abbraccio.
«Nessuno lo dimenticherà», ha sussurrato la Iervolino. La risposta della madre è stata un esempio di lucidità e compostezza: «Devono pagare solo quelli che hanno sbagliato, non tutti i medici del Monaldi». Parole che pesano come macigni, distinguendo nettamente la ricerca della giustizia dal rancore indiscriminato verso la classe medica.
Il caso di Domenico ha varcato i confini della cronaca locale per arrivare ai vertici del Governo. Davanti al feretro è stata deposta una corona di fiori avvolta nel nastro tricolore, inviata dalla Presidenza del Consiglio. La Premier Giorgia Meloni è attesa nel pomeriggio per partecipare alle esequie delle ore 15:00, a testimonianza di una vicinanza che le istituzioni vogliono rendere tangibile e non solo formale.
Presente alla camera ardente anche il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, che si è intrattenuto a lungo con i genitori. «La mamma di Domenico porta sulla propria pelle una sofferenza indelebile, affrontando questo dolore con una dignità immensa», ha dichiarato il Prefetto all’uscita dalla Cattedrale. Di Bari ha poi sottolineato come tutta la comunità e le istituzioni siano schierate al fianco della famiglia nella loro “incessante richiesta di giustizia”, sottolineando la compattezza dello Stato di fronte a una tragedia che attende ancora verità definitive.