Depuratore Napoli Est, parte il maxi‑intervento da 111 milioni: via libera alla balneabilità del litorale est

Tuffarsi nel mare di Napoli Est, tra ex aree industriali e presidi raffineristici, potrebbe diventare presto una realtà concreta.
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Napoli – È partito il progetto per il completo adeguamento del depuratore della zona Est, opera da 111 milioni di euro che mira a togliere il divieto di balneazione da Pietrarsa fino al porto, con l’obiettivo di raggiungere una balneabilità totale in tre o quattro anni.

Il commissariato di governo, il Comune guidato da Gaetano Manfredi e il governo nazionale puntano al recupero ambientale del Golfo, anche per uscire dalla procedura d’infrazione europea legata all’inadeguata depurazione.

L’obiettivo: mare pulito da Napoli a Castellammare

Il progetto presentato ieri in sala giunta punta a liberare dalla morsa del divieto di balneazione un chilometro di costa che va da San Giovanni a Teduccio a Portici, ripartendo dai pochi tratti già balneabili, come una parte di Pietrarsa. La chiave è il revamping del depuratore che tratta le acque reflue dei 14 Comuni dell’area metropolitana, per complessivi 860 mila abitanti.

L’iter rientra nelle attività del commissariato di governo, nato proprio per far fronte alle s

anzioni Ue per l’inadeguata depurazione delle acque reflue.
Il passo successivo è il mare pulito da Napoli a Castellammare di Stabia: un’ambizione condivisa tra Comune e Regione, guidata dal presidente Roberto Fico e dal vicepresidente Mario Casillo. «Recuperare la risorsa mare per noi è una priorità», sottolinea Manfredi, che non parla solo di bene turistico ma di «atto di civiltà», perché la possibilità di nuotare gratuitamente in un mare a norma è un diritto.

Il maxi‑cantieri da 111 milioni e la procedura Ue

Il cantiere si aprirà a giugno e avrà una durata di circa un anno e mezzo. Si tratta di un intervento di «estrema complessità» spiega il commissario di governo Fabio Fatuzzo, che punta a due obiettivi: il rispetto dell’ambiente e il superamento della procedura d’infrazione comunitaria, per la quale l’Italia versa 8,6 milioni di euro l’anno.

Nel complesso, in Campania gli investimenti sulla depurazione superano già i 500 milioni di euro, tra cui interventi su impianti di Ischia e Mondragone. Il commissariato di governo coordina questi progetti per garantire tempi certi e rispetto dei parametri europei.

Depuratore chimico‑fisico verso il cambio a biologico

Per il responsabile del procedimento, Giovan Battista Pasquariello, il vecchio impianto di Napoli Est, di tipo chimico‑fisico, sarà sostituito da un impianto biologico più moderno, con un ampliamento della capacità. La particolarità è che il nuovo sistema dovrà essere realizzato mantenendo in funzione quello esistente, senza interrompere il trattamento delle acque reflue.

Le acque che confluiscono nel depuratore di Napoli Est provengono da Casoria, Casalnuovo, Afragola e da Napoli, che contribuisce per circa il 40%. Il resto del sistema fognario cittadino grava sugli impianti di Cuma (area occidentale) e Acerra (area nord).

Aziende e tecnologie: Fisia Italimpianti e Acciona

A realizzare i lavori sarà il raggruppamento temporaneo di imprese formato dalla spagnola Acciona e da Fisia Italimpianti, controllata del gruppo Webuild (che già coordina, tra gli altri, i lavori per la stazione metropolitana Linea 1 di Capodichino). Il trattamento delle acque seguirà processi chimici e biologici all’avanguardia, progettati per abbattere al massimo inquinanti e batteri.

«L’avvio di questo progetto segna un momento importante per il territorio napoletano», spiega Matteo Buzzetti, direttore generale di Fisia Italimpianti, che sottolinea l’orgoglio di mettere a disposizione le competenze consolidate del gruppo per un impianto «che contribuirà concretamente a migliorare la qualità delle acque del golfo di Napoli».

Balneabilità totale e ricadute su Portici ed Ercolano

Il nuovo depuratore di Napoli Est non servirà solo al capoluogo, ma anche ai Comuni confinanti di Portici ed Ercolano. L’assessore alle Infrastrutture della giunta Manfredi, Edoardo Cosenza, sottolinea che si tratta di un passo strategico per rendere balneabile l’intero litorale napoletano, comprese le aree riqualificate come Bagnoli e i futuri sviluppi di

Pietrarsa e San Giovanni a Teduccio.

«Mare, trasporti e riqualificazioni urbane» sono le tre leve su cui il sindaco punta per elevare Napoli a standard europei: litorale balneabile, metropolitane e recupero di hub sociali come Scampia, Taverna del Ferro e Albergo dei poveri. Per quanto riguarda la Coppa America, Manfredi è realista: «Per il prossimo anno non ce la faremo, ma il mare nella zona Est sta già migliorando grazie agli interventi sulle fognature».

Il ruolo del governo e il via libera politico

Il progetto trova ampia condivisione politica anche a livello nazionale. Il sottosegretario alle Infrastrutture Antonio Iannone (in quota Fratelli d’Italia), salernitano e vicino alla realtà campana, ha sottolineato ieri in sala giunta la «piena disponibilità del governo a lavorare nell’interesse dei cittadini a prescindere dalle appartenenze politiche». La sua linea è chiara: la «filosofia vincente è portare risultati».

Con l’ingresso in campo di un commissariato di governo, un impegno regionale e un’alleanza tra Comune e governo nazionale, il depuratore di Napoli Est diventa un simbolo di riscatto ambientale per un tratto di costa lungo decenni dimenticato da politiche serie di tutela del mare.

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Commenti (2)

Concordo in parte ma bisogna pensare anche alle fognature locali e ai piccoli interventi, non solo al grande impianto. Le amministrazionni deve coordinaare meglio e dicono poco ai cittadini, servono piu date chiare e fase reale di lavori.

Mi pare un progetto importante ma la realtá e piu complessa di quel che dicono, il progetto sono molto ambiziosu e ci vorranno anni per vedere i risultat,i concreti. Il depuratore di NapoliEst dev’essere rifatton mantenendo il servizio, restano dubbi su tempi costi e monitoraggo continuoo.

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