

La sede del Ministero della Difesa
Il cuore dell’inchiesta non pulsa nei server di ultima generazione, ma nei caveau delle gioiellerie. Secondo i magistrati romani, per oliare i gangli della Pubblica Amministrazione e delle grandi aziende, non bastavano i bonifici: serviva il contante “invisibile”. È qui che entra in scena il “metodo Rolex”.
Il motore del sistema sarebbe Francesco Dattola, amministratore di fatto del Gruppo NSR. Per la Procura, Dattola è il regista di un giro di fatture per operazioni inesistenti da oltre 4,5 milioni di euro emesse dalla Tron Group Holding di Stefano Tronelli. Quei soldi, una volta usciti dalle casse di NSR, compivano un giro ipnotico: venivano usati per acquistare Rolex originali che, rivenduti immediatamente sul “mercato parallelo del lusso”, tornavano nelle mani di Dattola sotto forma di mazzette liquide. Un fondo nero destinato a “comprare” il futuro digitale d’Italia.
L’aspetto più dirompente dell’indagine riguarda la presunta corruzione di vertici di multinazionali iconiche.
Red Hat: Il Country Manager Rodolfo Falcone avrebbe ricevuto almeno 143.000 euro da Dattola per garantirgli l’esclusiva nella fornitura di prodotti software a giganti come TIM e Terna.
Cisco: L’ombra del trucco cade su una gara SDAPA da 180 milioni di euro. Qui, l’AD di Cisco Italy Gianmatteo Manghi, insieme ai manager Capomasi e Luciano, avrebbe concordato a tavolino l’aggiudicazione e la composizione dei raggruppamenti d’impresa per favorire la Italware di Massimo Rossi, estromettendo chi non stava al gioco.
L’indagine descrive una penetrazione capillare nei reparti strategici del Ministero della Difesa. Attraverso il mediatore Antonio Spalletta, il sistema Dattola avrebbe agganciato ufficiali chiave.
Generale Pierfrancesco Coppola: È accusato di aver pilotato una gara da 213 milioni di euro per sensori meteorologici. Il prezzo del favore? Non solo denaro, ma l’intercessione di Spalletta presso i vertici istituzionali per garantirgli la promozione al grado di Generale dell’Aeronautica.
Generali Lanzillotti e Modesto: Avrebbero fornito a Dattola informazioni riservate sulla piattaforma “CMDB” dello Stato Maggiore, permettendogli di “cucirsi addosso” i requisiti tecnici prima ancora che la gara fosse pubblica.
Persino il Polo Strategico Nazionale (PSN), il caveau dei dati sensibili del Paese, sarebbe stato oggetto di manipolazione. L’AD di PSN, Emanuele Iannetti, è accusato di aver suggerito “mezzi fraudolenti” affinché prodotti Red Hat, inizialmente esclusi, venissero reinseriti nel “Catalogo dei Servizi” grazie a pressioni sul VI Reparto della Difesa operata dall’ufficiale di Marina Antonio Angelo Masala.
Stefano Tronell: È l’ingranaggio fiscale del sistema. Accusato di aver emesso fatture false per circa 4,5 milioni di euro e di aver riciclato il denaro acquistando Rolex da una gioielleria per poi rivenderli in “nero”, restituendo i contanti a Dattola.
Francesco Dattola: Utilizzava i fondi neri di Tronelli per attività economiche e per “onorare accordi corruttivi”. È accusato di aver corrotto Falcone (Red Hat) con 143.000 euro per ottenere l’esclusiva sui prodotti e di aver manipolato gare in Terna, RFI e al Ministero della Difesa.
Enrico Senatore: Quale CTO di Terna, avrebbe indotto Red Hat a pagare 6.100 euro sotto forma di sponsorizzazione simulata alla sua società sportiva, lo Sporting EUR, in cambio di favori sugli appalti.
Il Comparto TELEDIFE: Gli alti dirigenti Gervasio e Di Pardo avrebbero accettato da Spalletta utilità come inviti a cena, ma soprattutto promesse di intercessioni per far ottenere incarichi di prestigio ai propri familiari (come la figlia di Gervasio in UniCredit).
L’Asse Masala-Innovery: L’ufficiale Masala avrebbe asservito la sua funzione agli interessi della società Innovery, facilitando pagamenti per 3 milioni di euro dalla Marina Militare. In cambio, attraverso la società della moglie (Patrignani), avrebbe ricevuto oltre 229.000 euro mascherati da un complesso giro di fatture false con società “cartiere”.
L’inchiesta che ha portato alle perquisizioni nei confronti di 26 tra imprenditori, manager e funzionari pubblici del settore della cybersicurezza disegna, secondo gli investigatori, un sistema corruttivo complesso e ramificato, capace di collegare aziende private dell’informatica, manager di multinazionali tecnologiche, dirigenti di grandi società pubbliche e ufficiali delle Forze Armate.
Al centro del presunto sistema compare la figura dell’imprenditore romano Francesco Dattola, ritenuto dagli investigatori regista operativo di un meccanismo finanziario e corruttivo destinato a garantire alle società del gruppo NSR una posizione privilegiata negli appalti strategici della cybersicurezza e delle infrastrutture digitali dello Stato.
Secondo la ricostruzione contenuta nel decreto di perquisizione, il meccanismo si fondava su tre pilastri principali: la creazione di fondi neri tramite fatturazioni false;
il riciclaggio del denaro attraverso operazioni commerciali fittizie, in particolare la compravendita di orologi di lusso; l’utilizzo di tali risorse per corrompere o influenzare dirigenti pubblici e privati in grado di orientare gare e forniture nel settore informatico.
Stefano Tronelli
Il primo segmento dell’indagine riguarda Stefano Tronelli, amministratore della Tron Group Holding s.r.l., accusato di emissione di fatture per operazioni inesistenti.
Secondo la Procura, nel 2023 Tronelli avrebbe emesso fatture fittizie a favore della NSR s.r.l. per un imponibile complessivo di 4,58 milioni di euro, oltre 1 milione di IVA, allo scopo di consentire alla società di Dattola di evadere le imposte.
Ma l’operazione non si sarebbe fermata alla frode fiscale.
Tronelli è infatti accusato anche di riciclaggio: il denaro ricevuto da NSR sarebbe stato utilizzato per acquistare orologi Rolex presso una gioielleria, poi rivenduti tramite una seconda società su canali paralleli del cosiddetto mercato “reselling”.
Attraverso questa triangolazione commerciale, il denaro tornava a Dattola in contanti, rendendo difficile risalire alla provenienza illecita.
Francesco Dattola
Parallelamente, Francesco Dattola, amministratore di fatto della NSR, è accusato di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture false.
Secondo gli inquirenti, avrebbe utilizzato le fatture emesse dalla Tron Group per alterare le dichiarazioni fiscali della società:
nella dichiarazione IVA 2023 avrebbe indicato IVA detraibile per oltre 18 milioni di euro, includendo 102 mila euro di credito fittizio;
nella dichiarazione dei redditi avrebbe dedotto 567 mila euro di costi inesistenti, evadendo oltre 111 mila euro di IRES.
Dattola è inoltre accusato di autoriciclaggio, poiché avrebbe reinvestito il denaro proveniente dalle operazioni illecite nelle attività imprenditoriali del gruppo NSR e nel pagamento di accordi corruttivi con funzionari e manager.
Uno dei capitoli centrali dell’indagine riguarda i rapporti tra il gruppo NSR e la multinazionale tecnologica Red Hat, fornitore globale di software enterprise.
Rodolfo Falcone
Secondo la Procura, Rodolfo Falcone, country manager di Red Hat Italia, avrebbe ricevuto da Dattola almeno 143 mila euro.
Il denaro sarebbe stato versato affinché Falcone favorisse le aziende di Dattola nella distribuzione esclusiva dei prodotti Red Hat, in particolare nelle forniture destinate a grandi clienti come TIM e Terna.
La contestazione è quella di corruzione tra privati.
Marco Uggeri
Analoga contestazione riguarda Marco Uggeri, account executive di Red Hat Italia.
Uggeri avrebbe ricevuto almeno 3 mila euro per favorire le imprese di Dattola nell’aggiudicazione di una fornitura tecnologica destinata a Terna.
Falcone, Uggeri e Dattola sono accusati anche di turbativa d’asta.
Secondo gli investigatori avrebbero influenzato la gara pubblica bandita da Terna per la fornitura di servizi Red Hat, intervenendo sui dirigenti dell’ufficio acquisti per orientare l’assegnazione del contratto alla NSR.
Il decreto ricostruisce anche un presunto rapporto corruttivo con Enrico Senatore, CTO di Terna.
Enrico Senatore
Senatore è accusato di induzione indebita a dare o promettere utilità.
Secondo gli inquirenti avrebbe spinto i dirigenti Red Hat a versare denaro sotto forma di sponsorizzazione alla società sportiva ASD Sporting EUR, di cui ricopriva il ruolo di vicepresidente.
La sponsorizzazione sarebbe stata in realtà il corrispettivo per favorire le forniture tecnologiche legate al gruppo NSR.
Un altro fronte investigativo riguarda il Polo Strategico Nazionale, infrastruttura chiave per il cloud della pubblica amministrazione.
Emanuele Iannetti
Secondo l’accusa, Emanuele Iannetti, amministratore delegato della società Polo Strategico Nazionale, avrebbe suggerito modalità per inserire i prodotti Red Hat nel catalogo dei servizi destinati alla pubblica amministrazione, nonostante fossero stati inizialmente esclusi.
Antonio Spalletta
Figura centrale dell’inchiesta è Antonio Spalletta, descritto come mediatore e intermediario nei rapporti con le istituzioni.
Secondo gli investigatori, Spalletta avrebbe sfruttato le proprie relazioni con ufficiali delle Forze Armate e dirigenti pubblici per orientare procedure di gara e decisioni amministrative a favore delle società di Dattola.
In cambio avrebbe ricevuto denaro e promesse di partecipazioni societarie, tra cui la creazione della società Intelia s.r.l..
Angelo Antonio Masala
Il capitano di fregata Angelo Antonio Masala, in servizio presso il VI Reparto del Ministero della Difesa, è accusato di aver partecipato alla turbativa delle procedure relative al Polo Strategico Nazionale.
Secondo la Procura avrebbe favorito l’inserimento dei prodotti Red Hat nel catalogo dei servizi destinati alla Difesa.
Un altro capitolo dell’indagine riguarda la gara da 400 milioni di euro bandita da Rete Ferroviaria Italiana per la cybersicurezza.
Riccardo Barrile
Barrile, responsabile cyber security di RFI, avrebbe fornito in anticipo il capitolato tecnico della gara.
Claudio Bisi
Il documento sarebbe stato trasmesso a Claudio Bisi, dirigente di TIM, che a sua volta lo avrebbe condiviso con Dattola.
Secondo la Procura, l’obiettivo era modificare il capitolato per adattarlo alle capacità tecniche delle società NSR, alterando così la concorrenza.
L’indagine si estende anche al settore informatico del Ministero della Difesa.
Francesco Modesto, Antonio Lanzillotti e Fabio Cerase
I tre ufficiali sono accusati di turbativa del procedimento amministrativo per la realizzazione della piattaforma informatica CMDB.
Secondo gli investigatori avrebbero fornito a Dattola informazioni riservate su:
caratteristiche tecniche della piattaforma
prodotti richiesti
quantità e valore economico
informazioni che avrebbero consentito alle aziende dell’imprenditore di preparare offerte su misura.
Anche in questo caso, secondo l’accusa, il mediatore sarebbe stato Antonio Spalletta, incaricato da Dattola di mantenere i contatti con gli ufficiali e ottenere dati riservati sulle gare.
Un ulteriore filone riguarda una gara da oltre 213 milioni di euro bandita dal Ministero dell’Ambiente.
Pierfrancesco Coppola
Il generale dell’Aeronautica Pierfrancesco Coppola è accusato di aver fornito a Spalletta informazioni riservate sul capitolato tecnico relativo alla fornitura di sensori meteorologici.
Secondo l’accusa, in cambio avrebbe ricevuto l’appoggio di Spalletta per ottenere la promozione a generale.
L’inchiesta ipotizza anche episodi di corruzione per l’esercizio della funzione.
Angelo Gervasio
Direttore generale di TELEDIFE, avrebbe ricevuto da Spalletta:
inviti a cena
promesse di intercessione presso Unicredit per favorire la carriera della figlia.
Antonio Di Pardo
Capo della divisione reti telematiche della Difesa, avrebbe ricevuto da Spalletta la promessa di intercedere per un incarico di suo gradimento.
L’indagine coinvolge anche una gara SDAPA da 180 milioni di euro per prodotti Cisco.
Tra gli indagati figurano:
Paolo Capomasi, dirigente Cisco
Fabrizio Luciano, funzionario Cisco per la PA
Gianmatteo Manghi, amministratore delegato Cisco Italia
Massimo Rossi, legale rappresentante Italware
Cristiano Rufini, legale rappresentante Sferanet
Angelo Antonio Masala, ufficiale della Marina.
Secondo l’accusa, i manager Cisco e gli imprenditori avrebbero raggiunto un accordo collusivo per pilotare l’esito della gara, stabilendo in anticipo l’aggiudicatario e le condizioni economiche.
Un ultimo segmento investigativo riguarda una gara per licenze software Nutanix del valore di oltre 3 milioni di euro.
Angelo Antonio Masala
Il comandante della Marina è accusato di aver stabilmente asservito la propria funzione agli interessi della società Innovery, favorendo l’inserimento della società nelle forniture.
In cambio avrebbe ricevuto oltre 229 mila euro, attraverso un sistema di fatture false e società cartiere.
Nel loro complesso, le accuse delineano – secondo gli investigatori – un sistema strutturato di relazioni corruttive nel settore strategico della cybersicurezza e dell’informatica pubblica.
Il presunto schema vedeva:
Francesco Dattola come imprenditore beneficiario degli appalti
Antonio Spalletta come intermediario con la pubblica amministrazione
manager di multinazionali tecnologiche e funzionari pubblici come facilitatori delle gare.
Le indagini proseguono ora per chiarire l’effettiva portata della rete di relazioni e il numero di appalti pubblici che potrebbero essere stati influenzati dal presunto sistema corruttivo.
Francesco Dattola: Il “Dominus”, amministratore di fatto di NSR s.r.l.
Antonio Spalletta: Il grande mediatore nei palazzi del potere e della Difesa.
Rodolfo Falcone: Già Country Manager di Red Hat Italia.
Marco Uggeri: Enterprise Account Executive di Red Hat.
Bruno Adducci: Collaboratore di Red Hat.
Enrico Senatore: CTO di Terna s.p.a. e vice-presidente della ASD Sporting EUR.
Emanuele Iannetti: Amministratore Delegato del Polo Strategico Nazionale.
Riccardo Barrile: Responsabile Cyber Security di Rete Ferroviaria Italiana (RFI).
Carlo Bisi: Sales Manager Trasporti per TIM S.p.A.
Francesco Modesto: Generale dell’Esercito (VI Reparto Stato Maggiore Difesa).
Antonio Lanzillotti: Generale di Brigata, a capo del 1° Reparto di TELEDIFE.
Pierfrancesco Coppola: Generale dell’Aeronautica Militare.
Angelo Gervasio: Direttore Generale di TELEDIFE.
Fabio Cerase: Colonnello, a capo della 1° Divisione di TELEDIFE.
Antonio Di Pardo: Capo della 8° Divisione Reti Telematiche di TELEDIFE.
Stefano Tronelli: Amministratore della Tron Group Holding, specialista del “cambio Rolex”.
Gianmatteo Maria Manghi: Amministratore Delegato di Cisco Systems Italy.
Pasquale Potenza: Responsabile Commerciale PA di Nutanix Italy.
Gianfranco Marra: Responsabile Commerciale PA di Nutanix Italy.
Massimo Rossi: Rappresentante legale di Italware s.r.l.
Antonio Angelo Masala: Ufficiale di Marina, punto di contatto al VI Reparto SMD.
Fabrizio Luciano: Funzionario Cisco con delega alla Pubblica Amministrazione.
Paolo Capomasi: Dirigente Cisco.
Valentina Patrignani: Moglie di Masala e legale rappresentante di Buildings Vamp s.r.l.
Pietro Parente: Socio e gestore di fatto di Innovery s.p.a.
Cristiano Rufini: Rappresentante legale di Sferanet s.r.l.