Castellammare – Prosegue senza soste il processo a carico della famiglia Fontana dell’Acqua della Madonna, noti come i “Fasani”, imputati per vicende legate alla gestione di una parte dei pontili nel porto di Castellammare di Stabia.
Il procedimento si celebra davanti al collegio D del Tribunale di Torre Annunziata e ruota, tra gli altri aspetti, attorno a presunte estorsioni ai danni della famiglia Valanzano.
I collaboratori pronti a deporre
Nell’udienza odierna erano attesi due collaboratori di giustizia: Pasquale Rapicano e Renato Cavaliere, collegati in videoconferenza da località riservate.
I due avrebbero dovuto rispondere alle domande della Direzione distrettuale antimafia di Napoli e dei difensori, chiarendo la propria conoscenza dei fatti contestati, in particolare in relazione alle presunte pressioni estorsive ai danni dei Valanzano.
Un passaggio ritenuto significativo nell’economia dibattimentale, considerato il peso che le dichiarazioni dei collaboratori possono assumere in procedimenti di criminalità organizzata.
La strategia delle difese
Dopo una lunga consultazione, i legali degli imputati hanno però scelto una strada diversa: prestare il consenso all’acquisizione dei verbali di interrogatorio già resi dai due collaboratori, rinunciando così alla loro escussione in aula.
Fontana Francesco, detto “il Chicco”, è difeso dall’avvocata Olga Coda del foro di Castellammare, mentre Fontana Maurizio è assistito dall’avvocato napoletano Raffaele Pucci.
I difensori hanno definito la decisione «la scelta più opportuna in questo momento storico di un processo delicato e in continua evoluzione», sottolineando la natura strategica della rinuncia all’esame diretto.
Il rinvio ad aprile
Il collegio ha quindi disposto il rinvio del processo al 22 aprile. Nella prossima udienza è prevista l’escussione degli imputati, fase che potrebbe rappresentare un ulteriore snodo centrale nell’istruttoria dibattimentale.
Fonte REDAZIONE

















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