

Nella foto, un particolare della vicenda.
Napoli – Un accordo che non può restare un mero atto formale, ma deve tradursi in “diritti reali” per i lavoratori. A parlare è Giuseppe Mele, segretario generale della Fillea CGIL, tra i firmatari del protocollo di legalità e sicurezza siglato per i lavori nell’area di Bagnoli. L’intesa, secondo il sindacalista, rappresenta un “passaggio necessario” per un intervento strategico del territorio, ma è soprattutto il punto di partenza per un controllo rigoroso e costante.
“Riteniamo fondamentale – ha dichiarato Mele – che ogni intervento sul territorio sia accompagnato da strumenti concreti di controllo, prevenzione e contrasto alle infiltrazioni illegali, garantendo al tempo stesso condizioni di lavoro sicure e dignitose, attraverso atti concreti e controlli rigorosi”.
Un approccio, quello richiesto dal sindacato, che si basa su metodi già rodati. Il segretario ha infatti ricordato le “buone pratiche adottate insieme al Comune di Napoli sugli interventi del Pnrr e sulla ricostruzione post frana a Ischia”, esempi che dimostrano come “trasparenza, tracciabilità e rispetto delle regole possano fare la differenza, se applicati fino in fondo”.
Per il gigantesco cantiere di Bagnoli, però, il sindacato alza il tiro. “Legalità e sicurezza non possono essere solo enunciate: devono essere garantite ogni giorno nei cantieri”, ha scandito Mele, elencando le richieste: “Verifiche puntuali sulle imprese, piena applicazione dei contratti, presidio costante sulla sicurezza e tolleranza zero verso ogni forma di irregolarità”.
L’avvertimento del segretario generale della Fillea CGIL è diretto e senza mezzi termini: “Non faremo sconti: vigileremo cantiere per cantiere affinché gli impegni presi si traducano in diritti reali per i lavoratori. Il lavoro deve essere sicuro, regolare e dignitoso. Su questo non si arretra”.