Bagnoli, Manfredi difende il piano di bonifica: «Il mare tornerà balneabile»

NAPOLI – Il parco resterà parco, la spiaggia resterà pubblica e il mare tornerà balneabile. Nell’auditorium della municipalità 10 di Bagnoli, blindato dalle forze dell’ordine e circondato da manifestanti, Gaetano Manfredi non arretra sul piano di bonifica dell’ex area industriale. «Il parco resta parco, la spiaggia resta spiaggia pubblica, la balneabilità del mare resta un obiettivo ineludibile. L’unica cosa che è cambiata è la conservazione della colmata perché nella valutazione ambientale fatta dal Ministero ci è stato suggerito che l’eliminazione aveva un impatto molto più grande rispetto al tombamento. Garantendo la stessa sicurezza ambientale abbiamo trovato una soluzione più sostenibile», afferma il sindaco e commissario straordinario per la bonifica dell’ex Italsider.

Fuori dall’aula il clima è rovente. Le strade attorno alla sede istituzionale vengono chiuse, in piazza viene montato un maxischermo per seguire i lavori del consiglio come una finale di calcio. Un centinaio di manifestanti prova a forzare il cordone di carabinieri e polizia. Partono spintoni e tafferugli. Un agente in borghese resta ferito, con una prognosi di dieci giorni, e alcuni attivisti riportano contusioni. Un giovane del quartiere viene fermato e sarà denunciato. «Chi ha inquinato deve pagare», gridano gli aderenti alla “Rete no Coppa America”. E ancora: «È un ragazzo del quartiere, è stato portato via senza motivo. Anche anziani sono stati trascinati via di peso».

Dentro l’aula il confronto è serrato. Manfredi risponde alle accuse di scarsa partecipazione: «Io parlo con tutti. Sono sempre aperto al dialogo, però dobbiamo parlare di dati tecnici e scientifici. Se continuiamo con l’ideologia terremo Bagnoli così per altri trent’anni e io non voglio essere complice di un fallimento». Rivendica il via libera istituzionale e conferma l’avvio dei dragaggi davanti alla colmata, concordati con ISPRA e con l’Istituto superiore di sanità: «Il materiale contaminato sarà trasferito all’estero via mare, senza passare per il quartiere. Se avessimo rimosso la colmata avremmo dovuto movimentare un milione e quattrocentomila metri cubi, con duecentomila camion per quattro anni».

Il sindaco lega il cronoprogramma alla Coppa America ma respinge l’idea che l’evento sportivo snaturi il progetto: «L’America’s Cup si colloca nel processo di bonifica già avviato ed è un’occasione per anticipare opere e risorse. Non sostituisce la rigenerazione, non ne altera gli obiettivi e non ne modifica la natura pubblica». Promette che le strutture delle basi dei team saranno smontate a regate concluse e ribadisce che non sorgerà alcun porticciolo turistico davanti alla colmata: «L’unico porticciolo verrà realizzato a Nisida, fuori dall’area Sin».

Nel piano rientrano una nuova stazione della metro a Porta del Parco, la riqualificazione di Lido Pola, di via Coroglio, dei pontili nord e sud e la creazione di una piazza a mare davanti a Città della Scienza. «In passato sono stati spesi circa 400 milioni senza risultati. Dopo oltre trent’anni stiamo dando risposte concrete. Restituiremo il mare balneabile», insiste Manfredi, che in serata esprime solidarietà al poliziotto ferito ma tende la mano ai contestatori: «Sono sempre aperto al dialogo».

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