

Il Tribunale di Avellino
Avellino – Un’altra assoluzione si aggiunge al “curriculum” giudiziario di Gaetano Ronga, trentenne di San Martino Valle Caudina con alle spalle numerosi procedimenti penali.
Il Tribunale di Avellino, accogliendo pienamente le tesi della difesa, ha infatti prosciolto l’uomo dall’imputazione di violazione delle misure cautelari, un reato che era scaturito da una precedente e complessa vicenda giudiziaria legata a dinamiche familiari.
La vicenda processuale di Ronga affonda le radici in accuse ben più gravi. In primo grado, assistito da un altro legale, era stato condannato a tre anni di reclusione per maltrattamenti e lesioni ai danni della compagna convivente, con condotte che si sarebbero protratte dal 2019.
Tuttavia, la svolta era arrivata in sede di Appello. La IV Sezione della Corte d’Appello di Napoli, riformando integralmente la sentenza di primo grado, aveva assolto Ronga perché “il fatto non sussiste”. Contestualmente, i giudici partenopei ne avevano disposto l’immediata liberazione, revocando la misura cautelare. In pratica, per la giustizia, i maltrattamenti non erano mai avvenuti.
Nonostante l’assoluzione nel processo principale, rimaneva in piedi un procedimento collaterale, considerato un reato autonomo. Durante il periodo in cui era sottoposto alle misure cautelari (allontanamento dalla casa familiare e divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla compagna), Ronga era finito nuovamente nei guai.
Nel luglio del 2021, per una presunta violazione di quelle stesse misure, era stato aggravato la sua posizione con la custodia cautelare agli arresti domiciliari. Da lì era scaturito un processo separato per la violazione.
Ed è stato in questo procedimento “derivato” che oggi il Tribunale di Avellino ha nuovamente fatto proprio il ragionamento dell’avvocato Vittorio Fucci, assolvendo Gaetano Ronga. Una decisione che arriva dopo la bocciatura delle accuse principali, minando alla base la tenuta dell’intero impianto accusatorio.
Come evidenziato dalla difesa, quella odierna non è una pronuncia isolata, ma si inserisce in un contesto più ampio. “Il mio assistito – spiega il legale – sta ottenendo l’assoluzione in una moltitudine di processi, molti dei quali riguardavano proprio molteplici episodi di violazione delle misure cautelari legati ai fatti originariamente contestati. Oggi possiamo finalmente voltare pagina”.