IL VIDEO DEL RAID AL BAR BELLAGIO

Arzano, il video della maxi rissa con pistola nel bar: vendetta contro il familiare di un pentito

Lo scontro tra due gruppi di giovani degenera in rissa nel bar Bellagio di via Atellana. I carabinieri intervengono e sventano quello che poteva trasformarsi in un omicidio: l’arma, trovata poi in casa di un 22enne, era pronta a fare fuoco

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Un violento raid nel cuore della notte, poi la rissa e la pistola che spunta nel caos del locale. È accaduto tra lunedì e martedì al bar Bellagio, in via Atellana ad Arzano, dove una lite tra due gruppi di giovani si è trasformata in uno scontro fisico con percosse e minacce.

Nel parapiglia sarebbe comparsa un’arma da fuoco, descritta come pronta all’uso, con colpo in canna e senza sicura: un passaggio che, per gli investigatori, alza il livello di pericolosità dell’episodio e chiarisce perché si parli di omicidio potenzialmente evitato solo per l’intervento immediato.

Determinante l’arrivo dei carabinieri della stazione di Grumo Nevano, che ha interrotto l’azione del gruppo armato e ne ha provocato la fuga.

La fuga dura un’ora: identificati grazie alle telecamere

La caccia ai responsabili dura poco. I militari acquisiscono e visionano le immagini delle telecamere del bar e, in meno di un’ora, arrivano all’identificazione dei presunti aggressori. Scattano così gli arresti, eseguiti nelle rispettive abitazioni: Luigi Fiore 23 anni, incensurato; Antonio Hadisliman, 19 anni, incensurato; Daniele Silvestre, 22 anni, già noto alle forze dell’ordine.

Le perquisizioni e la Beretta 7,65 con sette colpi

Durante le perquisizioni i carabinieri trovano, nella camera da letto del 22enne, una Beretta calibro 7,65 con sette colpi nel caricatore. L’arma conserva ancora il numero di matricola e questo consente agli investigatori di risalire al proprietario formale, un 40enne che avrebbe ammesso di averla venduta tre anni fa senza però comunicare la cessione alle autorità né fornire l’identità dell’acquirente: elementi che fanno scattare per lui una denuncia a piede libero.

Nei guai finisce anche uno dei due aggrediti, un 22enne di Grumo Nevano: destinatario di obbligo di soggiorno nel proprio comune, avrebbe fornito false generalità ai militari. Per lui scatta la denuncia sia per violazione della misura sia per dichiarazioni mendaci.

Le accuse e il trasferimento a Poggioreale

I tre arrestati devono rispondere, a vario titolo, di rissa aggravata, percosse, minaccia aggravata, ricettazione, porto e detenzione abusiva di arma. Su disposizione del pubblico ministero di turno della Procura di Napoli Nord, guidata da Domenico Airoma, sono stati trasferiti nel carcere di Poggioreale in attesa dell’udienza di convalida.

Il movente: “punizione” legata a un collaboratore di giustizia

Sul movente gli inquirenti seguono la pista della vendetta. La rissa sarebbe stata un’azione punitiva contro uno degli aggrediti, indicato come familiare di un collaboratore di giustizia: le dichiarazioni del pentito avrebbero coinvolto un parente di uno degli aggressori, innescando la spedizione.

Resta da chiarire anche un passaggio cruciale: l’aggressione sarebbe stata preceduta dall’esplosione di un colpo, e gli investigatori stanno verificando se a sparare sia stata proprio la pistola poi sequestrata.

Accertamenti balistici: si cerca il legame con altri delitti

La Beretta è stata inviata alla sezione balistica dei carabinieri. Gli esami dovranno stabilire se l’arma sia stata utilizzata in precedenti fatti di sangue o in raid intimidatori, uno snodo investigativo che potrebbe allargare il perimetro dell’inchiesta ben oltre la rissa del bar Bellagio.

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Fonte REDAZIONE
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