Anziana operata alla rotula, ma il gesso resta oltre i tempi: la denuncia di Borrelli (Avs)

Una donna di Pozzuoli, operata a gennaio al ginocchio, è costretta a restare immobilizzata con il gesso oltre i 40 giorni pur avendo un’impegnativa con priorità. La famiglia denuncia blocchi burocratici e date di rimozione slittate a giugno

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La paziente è un’anziana vedova residente a Pozzuoli, caduta in casa a gennaio e rimasta con una frattura scomposta della rotula destra. Ricoverata nel reparto di ortopedia dell’ospedale Santa Maria delle Grazie, è stata sottoposta il 30 gennaio a un’operazione di riduzione e osteosintesi con esito ritenuto positivo.

Alla dimissione i medici hanno disposto l’immobilizzazione con doccia gessata femoro‑podalica e indicato chiaramente che la rimozione dell’immobilizzazione andasse effettuata entro circa 30 giorni, con successivo controllo ortopedico.

Una “odissea” per togliere il gesso

Secondo quanto raccontato dalla figlia, però, la procedura è diventata un vero e proprio percorso a ostacoli. La famiglia dispone di un’impegnativa con priorità e di una prescrizione specifica per la rimozione del gesso, ma al Cup riceve notizie inaspettate.

«Quando andiamo al Cup ci dicono che la prima data disponibile è addirittura a giugno», spiega la figlia. «Sono passati oltre 40 giorni dall’intervento e mia madre è ancora immobilizzata. Ha dolori e problemi alla gamba e nessuno sembra preoccuparsene. Ci mandano avanti e indietro senza una soluzione».

La famiglia precisa di non potersi permettere una visita privata e denuncia di aver provato più volte a far presente la situazione anche ai medici ortopedici, senza ottenere risposte.

Borrelli: “Inaccettabile attendere mesi per una prestazione urgente”

Sulla vicenda è intervenuto il deputato di Avs Francesco Emilio Borrelli, che ha raccolto la segnalazione della figlia della donna. «È inaccettabile», afferma, «che una paziente operata debba aspettare mesi per una prestazione che i medici stessi indicano come necessaria entro 30 giorni».

«Chiederemo immediatamente chiarimenti all’Asl e alla direzione sanitaria affinché venga garantita subito la rimozione del gesso e il corretto percorso di cura», conclude Borrelli, sottolineando la gravità di una situazione che mette a rischio la salute e la convivenza di una persona anziana.


Fonte REDAZIONE
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