Afragola – Sono accusati di aver trasformato la fragilità di un ragazzo disabile in un passatempo crudele. Per questo i carabinieri della compagnia di Afragola hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di tre uomini tra i 19 e i 33 anni, ritenuti responsabili di violenza sessuale di gruppo e atti persecutori aggravati ai danni di un giovane affetto da una grave disabilità psichica.
Le indagini, coordinate dalla Procura di Napoli Nord, hanno ricostruito mesi di soprusi e umiliazioni consumati nel cuore del centro storico della città a nord di Napoli.
Mesi di violenze e umiliazioni
Secondo quanto emerso dall’inchiesta, tra luglio e ottobre dello scorso anno la vittima sarebbe stata sottoposta quasi quotidianamente a vessazioni e aggressioni.
I tre indagati lo avrebbero più volte costretto a entrare nel bagno di un magazzino, riconducibile a uno di loro, dove si sarebbero consumate le violenze più gravi. Il giovane sarebbe stato picchiato, insultato, denigrato e costretto a subire abusi sessuali.
Le aggressioni, secondo gli investigatori, non si limitavano alle percosse. Gli aguzzini gli avrebbero spento mozziconi di sigaretta sul collo, costringendolo anche a mangiare cipolle crude mentre lo deridevano e lo insultavano.
I video dell’orrore diffusi sui social
Gli episodi non si sarebbero fermati alla violenza fisica. Gli indagati, infatti, riprendevano le scene con i telefonini, trasformandole in veri e propri video dell’orrore che poi venivano mostrati e fatti circolare tra conoscenti e contatti sui social.
Proprio la circolazione di alcune di queste immagini ha contribuito a far emergere la vicenda, poi documentata dagli investigatori nel corso delle indagini.
Il racconto allo psicologo e l’avvio dell’inchiesta
La svolta è arrivata quando la vittima, che è seguita per la sua condizione clinica, è riuscita a confidare quanto stava accadendo a uno psicologo. Il professionista ha immediatamente segnalato la vicenda alla Procura di Napoli Nord, facendo scattare l’attività investigativa dei carabinieri.
Gli elementi raccolti hanno portato il giudice per le indagini preliminari a disporre la misura cautelare nei confronti dei tre presunti responsabili.
Il gip: “Logica da branco, lo facevano per divertimento”
Nell’ordinanza il gip Fabrizio Forte parla apertamente di “logica da branco”. Le violenze, si legge nel provvedimento, si sarebbero protratte per tre o quattro mesi con cadenza quasi quotidiana, mentre gli indagati avrebbero agito “forti della presenza e del sostegno del gruppo”.
Secondo il giudice, gli aggressori avrebbero dimostrato “totale disprezzo per la personalità e l’integrità fisica e psicologica della vittima”, approfittando della sua fragilità “per tormentarlo e farsi meschinamente beffe di lui a scopo di puro divertimento”.
Le modalità delle aggressioni, sottolinea il gip, sarebbero state particolarmente umilianti e mortificanti, riducendo il giovane a mero oggetto dei loro sadici passatempo.
Minacce dopo la denuncia e un’altra vittima
Dalle indagini emerge anche un ulteriore elemento inquietante: dopo aver saputo della denuncia, il gruppo avrebbe minacciato di morte la vittima e i suoi familiari.
Nello stesso periodo, inoltre, gli indagati avrebbero preso di mira un altro ragazzo affetto da autismo, sottraendogli bici e zaino “per gioco”, con l’unico scopo — secondo gli investigatori — di provocarne le urla e deriderlo.
Fonte REDAZIONE







































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