BLITZ CONTRO L'INQUINAMENTO DEL FIUME

Scarichi abusivi e veleni nel Sarno: sequestrata conceria a Solofra

L'azienda di pelletteria era senza autorizzazioni. Trovati e sequestrati 150 metri quadri di rifiuti speciali pericolosi, tra oli esausti e sostanze chimiche. Denunciato imprenditore 54enne.

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Blitz dei Carabinieri del Nucleo forestale a Solofra, nel cuore del distretto conciario irpino, per arginare l’inquinamento del fiume Sarno. I militari, nell’ambito di un piano di controlli mirati a tutela del corso d’acqua tra i più inquinati d’Europa, hanno posto sotto sequestro una conceria locale attiva nella lavorazione e raffinazione delle pelli.

Nel corso dell’ispezione, gli inquirenti hanno accertato che lo stabilimento operava in totale assenza delle prescritte autorizzazioni. In particolare, l’azienda era sprovvista delle licenze per le emissioni in atmosfera e, situazione ancora più grave, per lo smaltimento delle acque reflue industriali, che venivano sversate direttamente nella pubblica fognatura senza alcun trattamento preliminare.

Oltre alla questione degli scarichi, i carabinieri hanno effettuato un vero e proprio censimento dei rifiuti speciali presenti all’interno della struttura. Sono così stati individuati e posti sotto sequestro 150 metri quadri di materiali classificati come pericolosi. Tra questi, ingenti quantitativi di oli esausti e prodotti chimici utilizzati per i processi di concia, sostanze ad alto impatto ambientale se disperse.

Al termine delle operazioni, il titolare dell’impresa, un imprenditore di 54 anni residente nella zona, è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Avellino per le ipotesi di reato legate alla gestione illecita dei rifiuti e allo scarico non autorizzato di reflui industriali. Le indagini proseguono per accertare eventuali corresponsabilità e il preciso impatto ambientale dell’attività illecita sul bacino del Sarno.

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  • Articolo modificato il giorno 28/02/2026 ore 17:27 - Correzione errore battitura titolo
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