

Nell’immagine, un riferimento ai fatti narrati.
I militari dell’Arma dei Carabinieri della stazione di Castellana Sicula, coordinati dalla Procura della Repubblica di Termini Imerese, hanno scoperto una presunta organizzazione specializzata nelle truffe informatiche ai danni di correntisti bancari. Tre persone risultano attualmente indagate.
L’inchiesta è scattata dopo la denuncia presentata da una donna residente nel comprensorio delle Madonie, in provincia di Palermo, alla quale erano stati sottratti circa 24mila euro attraverso un sofisticato raggiro.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la vittima avrebbe ricevuto un sms apparentemente inviato dal proprio istituto di credito. Nel messaggio veniva segnalata un’operazione sospetta sul conto corrente, accompagnata dall’invito a contattare un numero telefonico indicato.
Dopo la chiamata è entrato in azione un sedicente operatore bancario che, con tono rassicurante ma allo stesso tempo incalzante, avrebbe convinto la correntista dell’esistenza di un’emergenza imminente sul conto. Alla donna è stato quindi chiesto di effettuare una serie di bonifici “di sicurezza”, in realtà diretti verso rapporti bancari nella disponibilità della rete criminale.
Le indagini hanno permesso di individuare basi operative in diverse città italiane: Villabate, nel Palermitano, Pozzuoli, in provincia di Napoli, e Torino.
Secondo gli accertamenti, uno degli indagati avrebbe gestito i conti correnti utilizzati per ricevere le somme sottratte alle vittime; un secondo avrebbe messo a disposizione ulteriori strumenti finanziari necessari alla canalizzazione del denaro; mentre un terzo componente del gruppo si sarebbe occupato del rapido smistamento delle somme verso altri rapporti bancari, così da ostacolarne la tracciabilità.
Nel corso delle operazioni i carabinieri hanno sequestrato carte di pagamento, documentazione bancaria e altro materiale ritenuto utile per ricostruire i flussi finanziari e accertare eventuali ulteriori responsabilità.
Le indagini proseguono per verificare la possibile esistenza di altre vittime e l’eventuale coinvolgimento di ulteriori soggetti nella presunta organizzazione.