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Trapianto del piccolo Domenico, il team di Napoli incaricato non ritenne rilevante la distinzione del ghiaccio

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Emergono nuovi dettagli sull’espianto del cuore destinato al piccolo Domenico, il bambino di due anni deceduto dopo un trapianto presso l’Ospedale Monaldi. Secondo quanto riportato in un passaggio dell’Audit già acquisito dagli inquirenti e diffuso dall’Azienda ospedaliera dei Colli, in sala operatoria a Bolzano il team di Napoli incaricato dell’espianto non avrebbe specificato al personale locale quale tipo di ghiaccio fosse necessario utilizzare per rabboccare il frigo isotermico destinato al trasporto dell’organo.

«Viene richiesto al personale di sala di integrare il ghiaccio. Il personale locale chiede se sia necessario ghiaccio sterile o non sterile; l’équipe di espianto riferisce di aver considerato tale distinzione non rilevante ai fini della conservazione», recita la nota. Al momento resta da chiarire chi abbia effettivamente versato il ghiaccio secco nel frigo isotermico, elemento centrale per le indagini dei carabinieri del NAS di Trento, intervenuti di persona nell’ospedale di Bolzano.

La Direzione Generale dell’Azienda ospedaliera ha ribadito la piena fiducia nella magistratura e nella collaborazione già avviata per fare chiarezza sull’accaduto e individuare eventuali responsabilità. Il caso resta al centro di approfondimenti tecnici e giudiziari, mentre l’opinione pubblica continua a seguire con apprensione gli sviluppi di questa vicenda drammatica.

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Fonte REDAZIONE
Vincenzo Scarpa

Vincenzo Scarpa, Giornalista Pubblicista per Cronache della Campania e Studente di Scienze Politiche all'Università di Napoli Federico II. Appassionato di qualsiasi tipo di sport, ama scrivere e parlare principalmente di calcio

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Vincenzo Scarpa