Cronaca Salerno

Telemedicina: ASL Salerno forma oltre 30 nuovi facilitatori digitali

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La UOC GPTI – Unità Operativa Complessa di Governance dei Processi di Telemedicina e Intelligenza Artificiale dell’ASL Salerno, in collaborazione con la Fondazione IFEL, ha concluso un percorso formativo che ha portato alla qualificazione di oltre 30 nuovi facilitatori digitali.

Queste figure hanno il compito di accompagnare i cittadini nell’accesso e nell’utilizzo dei servizi di telemedicina, secondo la visione strategica del direttore generale dell’Asl Salerno, l’ingegnere Gennaro Sosto.

I nuovi facilitatori si aggiungono agli oltre 200 già formati dal Lab di Formazione della Telemedicina della stessa UOC GPTI, rafforzando così la rete territoriale a supporto dei servizi sanitari digitali.

La formazione è rivolta in particolare a pazienti fragili, anziani e persone con bassa alfabetizzazione digitale, per garantire loro un accesso equo e consapevole alle nuove modalità di cura.

Sinergia tra sanità e enti locali

All’evento formativo ha partecipato anche la dottoressa Vuoto, Presidente della Fondazione IFEL, a sottolineare la forte sinergia istituzionale tra il sistema sanitario e gli enti locali. L’iniziativa si inserisce infatti in un più ampio disegno di innovazione, inclusione e prossimità dei servizi, con l’obiettivo di avvicinare i cittadini alla sanità digitale attraverso percorsi di formazione e accompagnamento sul territorio.

Per la UOC GPTI, alla formazione tecnica hanno contribuito il dirigente dell’Unità, ingegnere Gerardo Lodato, che ha trattato gli aspetti legati ai processi digitali e all’ecosistema tecnologico della telemedicina, e l’assistente sociale Maria Giovanna Squillante, che ha approfondito la comunicazione empatica, il ruolo relazionale del facilitatore digitale e il supporto alle persone in condizioni di fragilità.

La telemedicina come nuovo modello di cura

A sottolineare il valore strategico dell’iniziativa è il direttore della UOC GPTI, dott. Antonio Coppola, che ha dichiarato:

“Questo progetto rappresenta un cambio di paradigma: la telemedicina non è solo tecnologia, ma un nuovo modello di cura che mette al centro la persona. Formare facilitatori digitali puntando sia sull’aspetto tecnico, sia sul customer service e la comunicazione empatica, significa garantire equità di accesso, ridurre le disuguaglianze e rendere realmente operativi i servizi innovativi sul territorio. È un investimento culturale prima ancora che organizzativo, che rende il sistema sanitario più umano, vicino e sostenibile”.

Verso una telemedicina più inclusiva

L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso di sviluppo della telemedicina territoriale promosso dalla UOC GPTI, in coerenza con le linee guida nazionali e con l’obiettivo di trasformare l’innovazione digitale in uno strumento concreto di inclusione e qualità dell’assistenza. La formazione di nuovi facilitatori digitali è dunque un passo in avanti per avvicinare i cittadini ai servizi sanitari, soprattutto a chi vive in condizioni di fragilità o difficoltà tecnologica.


Fonte REDAZIONE
A. Carlino

Collaboratore di lunga data di Cronache della Campania Da sempre attento osservatore della società e degli eventi. Segue la cronaca nera. Ha collaborato con diverse redazioni.

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A. Carlino