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Saviano, il Regio Lagno da bonifica borbonica a discarica a cielo aperto

Rifiuti di ogni genere, dai plastica ai resti dei carri di Carnevale, invadono l'alveo del canale storico in via Tappia Furignano. Il deputato Borrelli (Avs) denuncia l'emergenza ambientale e annuncia una segnalazione formale alle autorità: "Inaccettabile che un'infrastruttura fondamentale per la sicurezza del territorio sia abbandonata all'inciviltà".

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SAVIANO. Uno dei simboli storici della lotta alle paludi e della rinascita del territorio è diventato, nel silenzio generale, un ricettacolo di immondizia. Il Regio Lagno, l’antico canale artificiale voluto in epoca borbonica per bonificare i terreni e mettere in sicurezza l’area, versa in uno stato di totale abbandono, trasformato in una discarica abusiva a cielo aperto.

Il tratto più critico si trova in via Tappia Furignano. Qui, lungo l’alveo, giacciono rifiuti di ogni tipo: si passa dalla plastica e dai sacchetti domestici agli scarti ingombranti, fino a giungere a veri e propri cumuli di materiali riconducibili ai carri allegorici del Carnevale locale. Una situazione che, oltre a rappresentare un grave degrado del decoro urbano, mette a rischio la funzionalità idraulica del canale, aumentando il pericolo di allagamenti in caso di forti piogge.

A lanciare l’allarme è stato il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, che ha effettuato un sopralluogo dopo le segnalazioni dei residenti. “Ci troviamo di fronte all’ennesimo scempio ambientale ai danni di un’infrastruttura storica”, ha dichiarato Borrelli. “È inaccettabile che il Regio Lagno sia stato ridotto a una discarica abusiva, simbolo di inciviltà e assenza di controlli. Un’area che dovrebbe essere tutelata e mantenuta è stata abbandonata ai rifiuti”.

Il parlamentare ha annunciato di voler procedere per le vie brevi. “Provvederò a segnalare formalmente la situazione agli enti competenti – ha spiegato – chiedendo un intervento urgente di bonifica e, soprattutto, l’individuazione dei responsabili. Non è più tollerabile che interi territori siano ostaggio dell’illegalità e dell’indifferenza. Servono controlli, sanzioni e un piano serio di manutenzione. Difendere l’ambiente significa difendere la salute e la dignità dei cittadini”. Nel frattempo, i cittadini della zona chiedono a gran voce interventi tempestivi per restituire dignità a un luogo che oggi rappresenta una ferita aperta nel cuore del territorio.


Fonte REDAZIONE
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