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Raid all’Asl di Caserta: sfondato l’ufficio protocollo

È il colpo allo studio di un ente pubblico in un momento delicato: l’Asi Caserta presa d’obiettivo, danni all’ufficio protocollo e paura di pressioni su cariche e governance. Indaga la Polizia di Stato.

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Raid negli uffici del Consorzio Asi di Caserta: ignoti hanno preso di mira l’ufficio protocollo, danneggiando ambienti e strumenti senza portare via nulla. «Un atto dimostrativo dal sapore intimidatorio», viene definito, che lascia sullo sfondo domande su chi e perché abbia scelto proprio questo obiettivo in un momento di profonda instabilità istituzionale dell’ente.

A denunciarlo è il presidente dell’Asi, Raffaela Pignetti, che in un post su Facebook parla di «episodio grave», inserito in «una fase particolarmente delicata per il Consorzio Asi di Caserta e per la sottoscritta». L’azione, avvenuta in orario notturno, ha provocato danni materiali ma non ha determinato sottrazioni di documenti o attrezzature, secondo quanto ricostruito nelle prime ore.

La diretta interessata sottolinea che il controllo dell’ufficio protocollo rappresenta un punto nevralgico per l’ente: qui transitano gli atti, le pratiche, le delibere, parte fondamentale della trasparenza amministrativa e della tenuta dei dati.

«Fase delicata» e tensioni sulla governance

«Episodio grave che si inserisce in una fase particolarmente delicata», scrive la presidente Pignetti, riferendosi non solo al raid, ma anche a «attacchi mediatici e pressioni di diversa natura» che da mesi colpiscono l’ente e la sua governance. In questo contesto, il Consorzio Asi vive uno snodo cruciale: sono in corso le procedure per il rinnovo delle cariche sociali, tra cui presidenza e Comitato direttivo, scaduti qualche giorno fa e ora in regime di prorogatio.

Sarà il Consiglio generale, composto dai sindaci dei comuni consorziati, a nominare quattro dei cinque membri del Comitato direttivo, tra cui il presidente; il quinto componente è di nomina regionale. Pignetti, presidente dal 2014, resta in corsa per un’eventuale conferma, rendendo ancora più delicato lo scenario politico e istituzionale che ruota intorno all’Asi.

Un messaggio intimidatorio?

Per questo, il raid viene letto come un fatto politicamente carico. «Anche alla luce dell’orario in cui l’azione si è verificata», spiega la presidente, sottolineando che si tratta di una fascia temporale in cui, talvolta, potrebbe trovarsi ancora in ufficio. La scelta di colpire l’ufficio protocollo, nodo centrale della macchina amministrativa, viene interpretata come un segnale indirizzato alla trasparenza e alla sicurezza dei dati.

«Colpire un ente istituzionale, violandone l’integrità e accedendo a un ufficio nevralgico come quello del protocollo», ha aggiunto, «significa colpire la trasparenza amministrativa, la sicurezza dei dati e il corretto funzionamento della macchina pubblica. È un fatto che desta profonda preoccupazione».

Da qui l’appello alla presidio delle istituzioni: «Caserta non può diventare terra di nessuno. Le istituzioni devono essere tutelate, soprattutto quando svolgono un ruolo strategico per lo sviluppo industriale e la legalità del territorio. La legalità non si intimidisce».

Indagini e ipotesi di collegamento

Sull’episodio è stata avviata un’indagine dalla Polizia di Stato, chiamata a ricostruire la dinamica del raid, identificare eventuali autori e verificare se il gesto possa essere collegato al complesso periodo che l’Asi sta attraversando, segnato da tensioni politiche, rinnovo delle cariche e pressioni sulla governance. I tecnici stanno esaminando i sistemi di videosorveglianza e i dati di accesso agli uffici, nel tentativo di individuare possibili tracce fisiche e di sicurezza.

Nel frattempo, il consorzio avvia un’ulteriore messa in sicurezza degli uffici, soprattutto delle aree ritenute più sensibili, e valuta possibili misure di protezione per il personale e la documentazione.

Il raid, per quanto limitato nel bottino materiale, resta potenzialmente rilevante per il suo valore simbolico: un segnale nello scontro sul controllo dell’ente industriale casertano, in un momento di cambiamento delle cariche e di nuove alleanze politiche.

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Disordini in campo, minacce e aggressioni durante una partita di Promozione nel Casertano. A distanza di mesi dai fatti, il Questore di Caserta, Andrea Grassi, ha emesso due provvedimenti di Daspo della durata complessiva di tre anni nei confronti di altrettanti dirigenti dell’ASD Casapesenna Calcio, ritenuti responsabili di gravi condotte che hanno compromesso l’ordine pubblico.

Gli episodi risalgono allo scorso autunno, durante l’incontro tra ASD Casapesenna e Città di Brusciano, disputato allo stadio “Graziano Papa” di Succivo. Nel corso del primo tempo uno dei dirigenti è stato espulso dalla panchina per proteste reiterate e ingiurie rivolte alla terna arbitrale. Nonostante l’allontanamento, l’uomo avrebbe fatto ingresso sul terreno di gioco, minacciando e insultando un fotografo della squadra ospite, arrivando a colpirlo con schiaffi e pugni.

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Fonte REDAZIONE
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