Pompei, sparano a un gatto randagio con una pistola a piombini: salvato e operato

L’animale, accudito dai residenti e ribattezzato “Pallino”, è stato trovato in fin di vita da una volontaria e portato in clinica: estratto un pallino conficcato nella mascella. Il caso segnalato al deputato Francesco Emilio Borrelli: “Atto crudele e vigliacco, i responsabili vanno assicurati alla giustizia”.

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Un gatto randagio accudito e conosciuto dai residenti di Pompei è stato ridotto in gravi condizioni dopo essere stato colpito da un colpo esploso con una pistola a pallini. L’animale, chiamato “Pallino” dai cittadini, è stato ritrovato lo scorso giovedì dalla volontaria animalista Giancarla Gilardi, che lo ha trasportato d’urgenza in una clinica veterinaria.

L’operazione: pallino nella mascella

In clinica il gatto è stato sottoposto a un intervento chirurgico per l’estrazione del piombino, rimasto conficcato nella mascella, e alla sutura delle ferite. “Con l’aiuto di un’altra persona l’ho portato subito dal veterinario – racconta Gilardi –. Ora dovrà seguire una terapia antibiotica per due settimane e restare a riposo”. Dopo le prime cure, l’animale è stato sistemato temporaneamente presso l’abitazione di un parente della volontaria, in attesa di completare la terapia.

La segnalazione a Borrelli

La volontaria ha riferito di essersi rivolta al deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, chiedendo un intervento perché l’episodio non resti impunito. Borrelli ha annunciato l’intenzione di recarsi a Pompei per verificare le condizioni del gatto e ringraziare la volontaria.

“Violenza vile, va punita”

“Ci troviamo davanti a un atto di violenza vile e inaccettabile – dichiara Borrelli –. Sparare a un animale indifeso è un segnale di pericolosità sociale che non può essere sottovalutato”. Il parlamentare chiede che i responsabili vengano individuati “al più presto” e perseguiti “con la massima severità”, ribadendo che i reati contro gli animali “sono crimini a tutti gli effetti” e che bisogna tutelare “gli esseri più fragili” e chi, come i volontari, presta soccorso sul territorio.

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  • Articolo modificato il giorno 28/02/2026 ore 21:11 - Correzione refuso contenuto
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