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Policlinico di Napoli, l’accesso alla metro è una discarica: «Latrina a cielo aperto, schiaffo ai malati»

Il deputato Borrelli (AVS) denuncia: «Emergenza igienica inaccettabile». Escrementi umani e rifiuti sul percorso che collega la fermata metropolitana all’ospedale. Allarme sanitario e richiesta di interventi immediati al Comune e all’Asia.
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Immagini e testimonianze raccolte dal deputato Francesco Emilio Borrelli (Alleanza Verdi e Sinistra) documentano un degrado insopportabile a pochi passi dal Policlinico Federico II. Il tratto di circa venti metri che unisce il parcheggio dell’ANM all’ingresso dell’ospedale, in via Pansini, è ridotto a una discarica a cielo aperto. L’area, divenuta rifugio per persone senza dimora, è invasa da rifiuti e resti organici, con la presenza di escrementi umani lungo il passaggio.

La denuncia: «Emergenza che offende la dignità»

«È inaccettabile che pazienti, medici e cittadini debbano attraversare un simile scempio per accedere a un ospedale», attacca con durezza il deputato Borrelli. «Siamo davanti a un’emergenza igienico-sanitaria che offende la dignità della città e dei malati. Un’area così vitale non può trasformarsi in una latrina a cielo aperto e in un ricovero di fortuna privo di controllo. È uno schiaffo alla decenza».

La richiesta: pulizia straordinaria e presidio sociale

L’esponente di AVS ha annunciato l’invio di una nota ufficiale all’azienda di igiene urbana ASIA e al Comune di Napoli per sollecitare un intervento immediato. «Bisogna agire su due fronti», spiega Borrelli.

«Serve una bonifica radicale e una sanificazione urgente di quell’area. Al contempo, è indispensabile l’attivazione dei servizi sociali per offrire alternative dignitose alle persone che vi si rifugiano. Napoli non può presentarsi così, soprattutto davanti a un luogo di cura».

L’appello del deputato include anche una richiesta di vigilanza costante: «Chiedo un presidio per evitare che, una volta sanata, la situazione si ripresenti dopo poche ore. L’intervento deve essere efficace e duraturo». La vicenda illumina un angolo di degrado a ridosso di una delle strutture sanitarie più importanti del Mezzogiorno, sollevando questioni di igiene pubblica e di emergenza sociale.


Fonte REDAZIONE
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