Blitz notturno a Poggioreale, droni carichi di cellulari e droga: due arresti

Sventato l’ennesimo tentativo di rifornimento illecito nel carcere napoletano. Sequestrati tre velivoli telecomandati. Il SINAPPE denuncia: organici insufficienti e traffici sempre più redditizi dietro le sbarre
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Blitz notturno della Polizia Penitenziaria all’interno della Casa Circondariale di Napoli – Poggioreale “Giuseppe Salvia”, dove è stato sventato un nuovo tentativo di introduzione illegale di telefoni cellulari e sostanze stupefacenti destinati ai detenuti.

Nel corso dell’operazione, due uomini sono stati arrestati in flagranza mentre cercavano di far arrivare all’interno dell’istituto penitenziario dispositivi elettronici e droga utilizzando droni telecomandati. Gli agenti sono intervenuti tempestivamente riuscendo a intercettare e sequestrare tre velivoli prima che raggiungessero le aree detentive.

L’intervento della Polizia Penitenziaria

A rendere nota l’operazione è stato il segretario generale aggiunto del Sindacato Nazionale Autonomo Polizia Penitenziaria, commissario capo Vincenzo Santoriello, che ha espresso apprezzamento per la rapidità e la professionalità dimostrate dal personale in servizio.

Determinante il coordinamento operativo assicurato dalla direttrice dell’istituto, Giulia Russo, che ha consentito di bloccare quello che sarebbe stato l’ennesimo rifornimento illecito destinato alla popolazione detenuta.

Il business dietro le sbarre

Secondo il sindacato, il carcere napoletano continua a vivere una fase particolarmente delicata sotto il profilo della sicurezza interna. Le sostanze stupefacenti introdotte illegalmente raggiungono infatti prezzi fino a dieci volte superiori rispetto al mercato esterno, alimentando un circuito economico parallelo capace di generare tensioni tra i detenuti e seri rischi per la salute.

L’utilizzo dei droni rappresenta ormai una delle modalità più diffuse per aggirare i controlli e rifornire le piazze di spaccio interne agli istituti penitenziari.

Emergenza organici e sicurezza

Alla criticità dei traffici illegali si aggiunge quella strutturale legata alla carenza di personale. A fronte di circa 2.200 detenuti presenti, mancherebbero oltre 200 unità di Polizia Penitenziaria rispetto alla pianta organica prevista, con inevitabili ripercussioni sulla gestione quotidiana della sicurezza.

«Nonostante le gravi difficoltà — ha sottolineato Santoriello — il personale continua a operare con straordinario senso del dovere e spirito di sacrificio. Serve però un intervento concreto per rafforzare gli organici e garantire condizioni di maggiore sicurezza negli istituti penitenziari».

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