Nella mattinata di mercoledì gli agenti della Squadra mobile di Napoli hanno arrestato Antonio Passaretti, dandogli esecuzione all’ordinanza firmata il 6 febbraio scorso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli – Ufficio Esecuzioni Penali.
Per l’uomo, già noto alle forze dell’ordine, è scattata la misura restrittiva che lo vede scontare la pena complessiva di 7 anni, 2 mesi e 16 giorni di reclusione.
I reati contestati
La decisione fa riferimento a una serie di episodi commessi tra il 2017 e il 2023 a Napoli e a Bibbiena, in provincia di Arezzo. Passaretti è stato ritenuto responsabile di reati in materia di stupefacenti, truffa e resistenza a pubblico ufficiale.
Alla luce del quadro processuale e delle condanne già irrogate, è stato adottato il provvedimento che ha portato all’esecuzione delle pene concorrenti, rimettendo l’uomo in stato di detenzione.
“Vecchia conoscenza” delle forze dell’ordine
Per Passaretti, che si è già trovato in passato al centro di mirate attività investigative, l’arresto di mercoledì segna il nuovo ingresso in carcere dopo un periodo di libertà. Con questa nuova condanna, aumenta il bagaglio di reati che lo vedono coinvolto in vicende legate allo spaccio di droga, alla frode e ai rapporti conflittuali con le forze dell’ordine.







L’arresto di Passaretti è un fatto che fa riflettere sulla sicurezza della nostra città. Ma non capisco come possa continuare a commettere reati nonostante già fosse conosciuto dalle forze dell’ordine. Le misure di prevenzione sembrano non funzionare come dovrebbero.