Cronache Caserta

Mondragone, processo all’ex comandante dei vigili, il Comune non si costituisce parte civile

Condivid

È scoppiata la polemica politica a Mondragone per la decisione dell’amministrazione guidata dal sindaco Francesco Lavanga di non costituire il Comune parte civile nel processo penale a carico dell’ex comandante della Polizia locale David Bonuglia, iniziato ieri al tribunale di Santa Maria Capua Vetere.

Bonuglia, agli arresti domiciliari dopo l’arresto del giugno scorso, è imputato per corruzione, concussione, peculato, falso e violenza privata. La mancata costituzione dell’ente — che avrebbe potuto chiedere il risarcimento dei danni — ha acceso lo scontro politico cittadino.

L’attacco dell’opposizione

Durissima la reazione dei gruppi consiliari di opposizione. In una nota congiunta, il capogruppo di centrodestra Pasquale Marquez e i consiglieri Achille Cennami ed Emilio Martucci (lista civica Democratici per Mondragone) condannano «fermamente» la decisione, attribuendola alla responsabilità politica dei consiglieri che non l’avrebbero impedita.

L’opposizione annuncia inoltre iniziative presso la Procura della Corte dei conti per verificare eventuali profili di responsabilità amministrativa di sindaco, giunta e consiglio comunale, ipotizzando un possibile danno erariale legato ai reati contestati all’ex comandante.

L’inchiesta: dalla lite armata alle accuse di peculato

L’indagine dei carabinieri e della Procura di Santa Maria Capua Vetere ebbe origine da un episodio del gennaio 2021: una violenta lite tra Bonuglia e una vigilessa, durante la quale l’allora comandante impugnò contro l’agente la pistola d’ordinanza — una Beretta 9×21 — rivolgendole gravi insulti.

Gli accertamenti successivi hanno portato alla contestazione di oltre cinquanta episodi di peculato e ad altre condotte illecite. Tra queste, la realizzazione a fine 2020 di un mini-appartamento abusivo all’interno del comando, completo di camera da letto e cucina.

Secondo l’accusa, Bonuglia non solo ignorò l’ordine di rimozione impartito da un dirigente comunale, ma avrebbe reagito con messaggi minatori; inoltre, con l’aiuto di colleghi, avrebbe redatto un verbale falso attestando la rimozione delle opere mai avvenuta.

Coinvolti vigili, ex sindaco e vicesindaco

Nel procedimento risultano complessivamente 23 indagati: tra loro 14 agenti della Polizia locale, l’ex sindaco Virgilio Pacifico e l’ex consigliere comunale oggi vicesindaco Armando Pacifico.

A denunciare Bonuglia, nel febbraio 2022, fu anche la CGIL, che segnalò carenze di arredi nei locali del comando e presunte condotte discriminatorie verso gli agenti.

L’alloggio abusivo e lo scontro con l’Asl

I tecnici dell’Asl, intervenuti dopo l’esposto sindacale, accertarono la mancanza di armadietti e l’esistenza dell’alloggio abusivo nel comando. Secondo l’accusa, Bonuglia e Armando Pacifico avrebbero reagito inviando il giorno successivo otto vigili al distretto Asl di Mondragone per contestare presunte irregolarità, in una sorta di ritorsione.

L’iniziativa avrebbe indotto il direttore del Dipartimento di prevenzione — non indagato — a sospendere verifiche sull’assenza del certificato igienico-sanitario dell’alloggio.

Le dimissioni e l’arresto

Bonuglia si è dimesso dall’incarico di comandante nel febbraio 2024, ma ha continuato a operare come funzionario con compiti di coordinamento e controllo di reparti della Polizia locale fino all’emissione della misura cautelare che lo ha posto ai domiciliari.
Ora il processo entra nel vivo, mentre a Mondragone lo scontro politico sulla mancata costituzione di parte civile del Comune appare destinato a proseguire.


Fonte REDAZIONE
A. Carlino

Collaboratore di lunga data di Cronache della Campania Da sempre attento osservatore della società e degli eventi. Segue la cronaca nera. Ha collaborato con diverse redazioni.

Pubblicato da
A. Carlino