Miglio d’Oro: ville vesuviane tra fasti e decadenza

Il Miglio d’Oro è un affascinante percorso storico-artistico nel Mezzogiorno italiano.

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Il Miglio d’Oro è uno dei più suggestivi itinerari storico-artistici del Mezzogiorno italiano. Identificato oggi nella Strada Statale 18 Tirrena Inferiore che collega Ercolano, Portici, San Giorgio a Cremano e Torre del Greco, questo tratto costiero è costellato da un patrimonio unico di 122 Ville Vesuviane costruite tra il XVIII e l’inizio del XIX secolo. La zona non è solo un concentrato di architettura aristocratica, ma un paesaggio culturale dove le sale affrescate si fondono con i giardini mediterranei, i frutteti di agrumi e la vista ininterrotta sul Golfo di Napoli e sul Vesuvio.

Il nome stesso “Miglio d’Oro”, deriva sia dall’antico tratto di strada della Strada Regia delle Calabrie sia dall’immagine evocativa dei giardini di aranci e limoni che un tempo rivestivano la costa, rendendola un luogo simbolo di bellezza e prosperità.

Miglio d’Oro, l’età d’oro delle Ville Vesuviane

L’origine del Miglio d’Oro risale al XVIII secolo, quando Carlo di Borbone decise di stabilire nel territorio vesuviano la propria residenza estiva con la costruzione della Reggia di Portici. Questo atto scatenò un’autentica “corsa” all’edificazione di residenze aristocratiche lungo la strada costiera, realizzate dai principali architetti dell’epoca tra cui Luigi Vanvitelli, Ferdinando Fuga, Domenico Antonio Vaccaro e Ferdinando Sanfelice.

Le ville non erano solo dimore di prestigio, ma veri e propri gioielli di ingegno artistico e paesaggistico, con facciate monumentali, parchi curati, fontane, padiglioni e terrazze che dialogavano con il paesaggio naturale circostante. Il sistema residenziale era così denso e armonico da costituire una sorta di “città diffusa” di eleganza e potere socio-culturale.

Tra le residenze più celebri spiccano Villa Campolieto, progettata dalla famiglia Vanvitelli, Villa Favorita e Villa delle Ginestre, quest’ultima legata alla memoria di Giacomo Leopardi e al suo soggiorno in questa dimora a Torre del Greco.

Declino e rinascita di un patrimonio fragile

Nonostante il suo splendore, il Miglio d’Oro subì un progressivo declino a partire dal XIX secolo. La costruzione nel 1839 della prima linea ferroviaria italiana, la Napoli-Portici, fu accompagnata dallo sviluppo industriale dell’area, con opifici, concerie e cantieri navali che ne modificarono l’economia e il tessuto urbano. La nobiltà, attirata dai nuovi centri di potere e desiderosa di luoghi meno industrializzati, progressivamente abbandonò le ville, molte delle quali furono saccheggiate, danneggiate durante la Seconda guerra mondiale o frammentate da lottizzazioni e speculazioni edilizie.

Negli anni ’70 fu istituito dal Parlamento italiano l’Ente per le Ville Vesuviane (oggi Fondazione), con l’obiettivo di censire, tutelare, restaurare e valorizzare questo straordinario patrimonio storico-culturale che rischiava di andare perduto. La prima villa a essere sottoposta a restauro fu Villa Campolieto, inaugurata e aperta al pubblico nel 1984; negli anni successivi sono seguiti interventi su altre dimore e parchi.

Oggi molte di queste abitazioni storiche ospitano musei, iniziative culturali, eventi e percorsi di visita che rendono il Miglio d’Oro un museo diffuso vivo e accessibile, integrando passato e contemporaneità.

Dal Settecento al presente: cultura, eventi e turismo

Il Miglio d’Oro non è solo storia sepolta: è un luogo in cui il passato dialoga con il presente. Ogni anno, il Festival delle Ville Vesuviane anima le residenze con spettacoli di teatro, musica e arti performative, celebrando l’identità culturale e la creatività del territorio. La recente edizione, con eventi sparsi tra Villa Campolieto e altre ville, ha scelto il tema “The Age of the Golden Mile: Roots and Identity” per valorizzare la memoria storica e il ruolo contemporaneo del tratto vesuviano.

Inoltre, sono organizzate passeggiate tematiche, visite guidate e percorsi architettonici che consentono di osservare dettagli stilistici delle ville, i giardini panoramici, le strategie di orientamento verso il Golfo di Napoli e le testimonianze letterarie legate a figure come Leopardi.

Il Miglio d’Oro fa parte, dal 1997, anche della Riserva di Biosfera UNESCO Vesuvio, in quanto territorio eccezionale per la fusione tra valori naturalistici e culturali, paesaggistici e antropici.

Il Miglio d’Oro e le sue Ville Vesuviane rappresentano uno dei capitoli più affascinanti della storia architettonica e sociale dell’Italia meridionale. Dall’esplosione di fasti settecenteschi al momento di profonda crisi del XIX e XX secolo, fino alla lenta rinascita e valorizzazione contemporanea, questo itinerario racconta non solo la magnificenza aristocratica ma anche la resilienza e la capacità di reinventarsi di un territorio unico. Un patrimonio che non è semplicemente da ammirare, ma da vivere, comprendere e tutelare per le generazioni future.

Modifiche e revisioni di questo articolo

  • Articolo modificato il giorno 26/02/2026 ore 19:31 - Correzione refuso contenuto

Fonte REDAZIONE
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