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Maxi-furto da 8,5 milioni: sventato il colpo del secolo sui farmaci salvavita del gruppo Nefrocenter

I Carabinieri recuperano quattro bancali di medicinali per Alzheimer e Sclerosi Multipla dell'azienda napoletana leader nelle cure delle dialisi. Due arresti e un denunciato: decisivi i filmati della videosorveglianza e una traccia lasciata a Parma.

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Ercolano –  Un piano studiato nei minimi dettagli, un bottino potenzialmente milionario e una corsa contro il tempo per evitare che farmaci vitali finissero nel “buco nero” del mercato clandestino.

È stata battezzata come una delle più brillanti operazioni degli ultimi tempi quella condotta dai Carabinieri della Tenenza di Ercolano, coordinata dal pm Gennaro Damiano della procura di Napoli criminalità economica e dal pm Luigi Apicella della procura di Nola (dove sono stati materialmente ritrovati i farmaci salvavita).

Si tratta di farmaci costosissimi principalmente per la cura della sclerosi multipla e per l’alzheimer, prodotti dall’azienda La Fare e che si trovavano nei depositi della Nefrocenter (leader campano nel settore della dialisi), erano spariti lo scorso 12 febbraio. La cui sottrazione avrebbe rappresentato non solo un danno economico enorme, ma un rischio concreto per la salute dei pazienti.

Il trucco del finto corriere

Tutto ha inizio con una telefonata. L’11 febbraio, un sedicente trasportatore contatta l’azienda farmaceutica di Ercolano: “Sono incaricato del ritiro di quattro bancali, che mezzo serve per l’accesso?”.

Gli accordi vengono presi con estrema naturalezza. La mattina seguente, un Fiat Ducato bianco varca i cancelli. A bordo ci sono due uomini; uno scende con tuta blu e berretto d’ordinanza, mostrando al magazziniere un tablet con un ordine di ritiro apparentemente regolare.

In pochi minuti, i quattro bancali vengono caricati con il muletto e il furgone si dilegua. Sembra il colpo perfetto, ma la sicurezza dell’azienda non tarda a trasformarsi in sospetto.

La targa “clone” e il frame decisivo

Nel pomeriggio dello stesso giorno, alcuni dipendenti decidono di rivedere le immagini della videosorveglianza. Un controllo rapido tramite app rivela l’inghippo: la targa del Ducato risulta associata a un’altra tipologia di vettura. Scatta immediatamente l’allarme al 112.

I Carabinieri, diretti dal Capitano Giovanni Avolio, avviano un’indagine lampo. Analizzando i “varchi” stradali della zona, i militari individuano il furgone a San Sebastiano al Vesuvio. In un fotogramma appare la vera targa: il mezzo è a noleggio e le scritte pubblicitarie laterali sono state rimosse per non essere rintracciabili.

Da qui, il filo dell’indagine porta dritto a Parma. Solo il giorno prima, infatti, due uomini erano stati denunciati in Emilia dopo essere stati sorpresi vicino a una farmacia con divise di una nota ditta di import-export. Il confronto dei volti tra le immagini di Parma e quelle di Ercolano è risolutivo: i soggetti sono gli stessi.

Il blitz nel deposito di Casalnuovo

I militari stringono il cerchio attorno a due pregiudicati: un 33enne di Sant’Antimo e un 53enne napoletano. Quest’ultimo, una volta condotto in caserma, tenta l’ultima carta disperata: ammette il furto ma dichiara di aver gettato i farmaci perché “invendibili”. Una versione che non convince gli inquirenti.

Seguendo a ritroso il percorso del GPS e le testimonianze, i Carabinieri individuano un capannone a Casalnuovo di Napoli. All’interno, intatti e pronti per essere smistati, ci sono gli 8,5 milioni di euro in farmaci.

La merce è stata immediatamente restituita ai legittimi proprietari, mentre per i due autori del colpo sono scattate le manette. Denunciato per ricettazione anche il proprietario del locale, un 55enne del capoluogo. La truffa milionaria si è chiusa in meno di 48 ore con la vittoria dello Stato.

L’amministratore del gruppo Nefroncenter, Giovanni Lombardi, ha espresso il suo apprezzamento e ringraziamento ai carabinieri e ai magistrati per la brillante operazione di recupero della refurtiva e il conseguente arrestato dei responsabili. Mentre le indagini continuano per individuare altri complici e soprattutto attraverso verso quali canali e quali complicità i medicinali sarebbero stati venduti e piazzati sul mercato nero.

 

 

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