Cronaca Benevento

Labubu falsi negli empori del Sannio: sequestrati quasi 300 peluche contraffatti

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La Guardia di Finanza di Benevento ha messo le mani su un consistente stock di merce contraffatta, sequestrando circa 300 peluche “Labubu” — i celebri pupazzetti ideati da un artista di Hong Kong e distribuiti in tutto il mondo dal colosso Pop Mart — rinvenuti all’interno di due empori nella provincia sannita. I titolari dei negozi sono stati deferiti a piede libero alla Procura della Repubblica.

Il blitz negli empori del Sannio

L’operazione è stata condotta dai finanzieri della Sezione Mobile del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria del Comando Provinciale di Benevento, nell’ambito delle attività di controllo dedicate alla sicurezza dei prodotti e alla tutela dei consumatori. Durante le ispezioni nei due punti vendita, gli agenti hanno notato immediatamente qualcosa di anomalo: i peluche esposti erano venduti a prezzi eccessivamente bassi e presentavano fattezze e confezionamento sospetti, segnali classici della contraffazione.

Merce fuori dal mercato, brand tutelato

L’intero stock è stato sottoposto a sequestro, scongiurando così l’immissione sul mercato di prodotti potenzialmente non sicuri, a danno sia dei consumatori sia dell’azienda titolare dei diritti di proprietà intellettuale. Un intervento che protegge anche la concorrenza leale tra le imprese del settore.

Due denunce per contraffazione e ricettazione

I titolari dei due esercizi commerciali sono stati denunciati a piede libero per i reati di detenzione per la vendita di prodotti con segni contraffatti e ricettazione. Il fascicolo è ora nelle mani della Procura della Repubblica di Benevento.

L’operazione si inserisce nel quadro del costante impegno delle Fiamme Gialle beneventane nel contrasto alla diffusione di prodotti non sicuri e taroccati, a tutela di cittadini e mercato.


Fonte REDAZIONE
A. Carlino

Collaboratore di lunga data di Cronache della Campania Da sempre attento osservatore della società e degli eventi. Segue la cronaca nera. Ha collaborato con diverse redazioni.

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A. Carlino