Napoli– È il nome di Federico Del Prete, il commerciante e sindacalista ucciso dalla camorra il 18 febbraio 2002 perché si oppose con fermezza al pizzo, a fare da fulcro alla sesta edizione del Premio Nazionale che porta il suo nome.
Nella giornata di giovedì il riconoscimento è stato assegnato al dottor Biagio Chiariello, comandante della Polizia Provinciale di Caserta, per il suo impegno nella lotta contro la criminalità organizzata e il rispetto della legalità sul territorio.
La cerimonia si è svolta presso il Polo dello Shipping di via Depretis, uno degli hub principali della vita economico‑marittima di Napoli, in un’iniziativa che ha coniugato memoria, formazione e responsabilità civile.
L’evento è stato ideato e realizzato da Gennaro Del Prete, figlio della vittima e presidente dell’associazione “Memoriae”, nata per custodire il ricordo di Federico e promuovere la cultura della legalità.
Ad animare la giornata anche la presenza di un gruppo di studenti della scuola di San Cipriano d’Aversa (provincia di Caserta), portatori di una nuova generazione chiamata a non voltare lo sguardo davanti al racket e al silenzio omertoso. I saluti istituzionali sono stati portati dall’assessore De Iesu per conto del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, dal prefetto di Napoli e dal commendatore Franco Musto.
Oltre al dottor Chiariello, sono stati premiati i magistrati Carlo Palermo, Maurizio Giordano e Giovanni Conzo, il presidente del circolo interforze di Parete, il dottor Raffaele Di Nardo, e le associazioni “Amici della Legalità”, Me Too ODV e “Le Sentinelle”. Riconoscimenti speciali sono stati conferiti alla sociologa Stefania Fiengo e all’assistente sociale Generoso Petrillo.
Durante la premiazione, il comandante Biagio Chiariello ha espresso profonda emozione per il riconoscimento:
«Per me è un onore ricevere questo premio – ha dichiarato – ringrazio l’organizzatore Gennaro Del Prete e la dottoressa Rossella Di Lauri. Federico è un esempio, perché ho scelto di avere la schiena dritta, senza accettare compromessi. La strada della legalità non deve conoscere deviazioni: è unica, ardua e tortuosa, e Federico ce lo insegna. Ribellatevi al pizzo, agli arroganti, ai soprusi. Unitevi nella lotta, come faceva lui, che per me rappresenta alto senso di onestà, altruismo e generosità. Auspico che venga abbattuta la burocrazia attualmente vigente nei tempi per l’ottenimento dei benefici previsti dalla legge per le vittime innocenti della criminalità organizzata, troppo spesso connotata da ritardi che possono durare anni anche a valle delle riforme».
P. B.
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Fonte REDAZIONE





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