Napoli – Sarà conferito domani mattina agli ingegneri Michele Colimoro e Salvatore Carusio l’incarico per gli accertamenti tecnici sui telefoni cellulari sequestrati ai sette indagati nell’inchiesta sulla morte di Domenico Caliendo, il bimbo di due anni deceduto sabato all’ospedale Ospedale Monaldi dopo il trapianto di un cuore risultato danneggiato.
Il pubblico ministero Giuseppe Tittaferrante punta ad acquisire chat, messaggi vocali e qualsiasi altra traccia utile a ricostruire la dinamica del trapianto del 23 dicembre scorso e le responsabilità nella gestione dell’organo. I medici e gli operatori sanitari coinvolti sono indagati per omicidio colposo in concorso.
In parallelo si attende la decisione del gip sulla richiesta di incidente probatorio avanzata dalla Procura, passaggio necessario per procedere con l’autopsia e chiarire le cause del decesso.
Ispettori a Bolzano: verifiche su espianto e trasporto
Gli ispettori inviati dal ministero della Salute sono arrivati all’ospedale di Bolzano per acquisire documenti e testimonianze sull’intera procedura di espianto e trasporto del cuore destinato a Napoli. La settimana scorsa le stesse verifiche erano state effettuate al Monaldi, finito al centro dell’inchiesta.
L’obiettivo è ricostruire nel dettaglio ogni fase della catena del trapianto: prelievo, conservazione e trasferimento dell’organo. Il lavoro ispettivo, considerata la complessità della procedura, potrebbe proseguire anche nelle prossime ore.
Il nodo della conservazione: il frigo e il ghiaccio secco
Tra gli elementi al vaglio degli investigatori vi è anche la modalità di conservazione del cuore durante il trasporto. A Bolzano sarebbe stato fornito il ghiaccio secco utilizzato per mantenere l’organo, che però sarebbe arrivato a Napoli danneggiato dal freddo eccessivo.
Ha destato particolare impressione la fotografia — già emersa nelle scorse settimane — del contenitore utilizzato: un frigorifero portatile in plastica rigida, simile a quelli da spiaggia, con manico arancione e sigla “S. OP. C. CHPED” (Sala operatoria cardiochirurgia pediatrica), trasportato da Napoli a Bolzano e ritorno con l’organo.
Le dimissioni di Limongelli: “Nessun ruolo nel trapianto”
Sul fronte interno al Monaldi, l’ex responsabile della gestione cardiologica pre-chirurgica, Giuseppe Limongelli, ha diffuso tramite il legale Gennaro Razzino una precisazione dopo il clamore sulle sue dimissioni.
Il medico ha affermato di non aver avuto alcun ruolo né informazioni nella fase immediatamente precedente, chirurgica e post-chirurgica del trapianto pediatrico, circostanze che lo avrebbero indotto a lasciare l’incarico.
Attesa per l’autopsia e possibili nuovi indagati
Nell’inchiesta sulla morte di Domenico si attende dunque la fissazione dell’incidente probatorio, passaggio decisivo per l’autopsia e per la restituzione della salma alla famiglia.
Intanto la platea degli indagati potrebbe ampliarsi: il Nas di Trento ha acquisito dall’ospedale di Bolzano l’elenco completo di tutto il personale coinvolto nelle operazioni di espianto e trasporto del cuore, a ogni livello professionale. Un ulteriore tassello per chiarire se e dove la catena del trapianto si sia interrotta.
Fonte REDAZIONE






Scegli il canale social su cui vuoi iscriverti