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Domenico, al Monaldi avvio delle terapie per alleviare le sofferenze: «Non è eutanasia»

Cure orientate ad alleviare le sofferenze e stop all’accanimento terapeutico, secondo quanto riferito dal legale della madre. Domani il primo incontro in ospedale con genitori e medico di parte

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Oggi inizia un nuovo percorso assistenziale per Domenico, il bambino ricoverato all'Ospedale Monaldi di Napoli. La famiglia chiede un approccio finalizzato a ridurre le sofferenze, chiarendo che non si tratta di eutanasia.

  • Cosa: Avvio delle terapie per alleviare il dolore.
  • Perché: Per fermare l'accanimento terapeutico.
  • Cosa ora: Prima riunione per pianificare la terapia antidolore.
  • Dettaglio utile: Il medico legale ha raccomandato questa scelta come "più umana".
  • Prognosi: Considerata infausta dopo la sedazione.
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Da oggi per Domenico, il bambino ricoverato all’Ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore con esito negativo, dovrebbe partire un nuovo percorso assistenziale orientato all’alleviamento delle sofferenze.

A dirlo è l’avvocato della madre, Francesco Petruzzi, che lo ha annunciato in diretta tv durante la trasmissione “Dritto e Rovescio” su Rete 4.

“Non eutanasia”: cosa chiede la famiglia

“Non è eutanasia”, ha precisato il legale, spiegando che la scelta punta a fermare l’accanimento terapeutico e a spostare l’obiettivo delle cure dalla guarigione al controllo del dolore e della sofferenza. Petruzzi ha riferito di aver inviato al Monaldi una Pec per attivare la Pcc, la pianificazione condivisa delle cure, istituto introdotto nel 2017.

Il ruolo del medico legale e i pareri dall’estero

La decisione, ha spiegato l’avvocato, sarebbe stata presa dopo il confronto con un medico legale che ha visionato la documentazione sanitaria. Secondo Petruzzi, lo stesso professionista avrebbe indicato come “più umano” procedere con questa strada e avrebbe anche escluso la necessità di richiedere ulteriori pareri a strutture ospedaliere all’estero.

Le condizioni cliniche e l’incontro di oggi

“Tolta la sedazione, il bambino non si è svegliato”, ha riferito Petruzzi, parlando di una prognosi “certamente infausta”. Il legale ha aggiunto che il Monaldi avrebbe accettato la richiesta a circa un’ora dall’invio della Pec e che oggi è previsto il primo accesso per definire il percorso, con la partecipazione dei genitori e del medico di parte, finalizzato alla pianificazione della terapia antidolore.

L’annotazione sui tempi del parere multidisciplinare

Infine, Petruzzi ha dichiarato  di aver notato nella documentazione ricevuta dall’ospedale che il primo parere del gruppo multidisciplinare risale al 6 febbraio, indicandolo come arrivato 45 giorni dopo il trapianto cardiaco che “non ha funzionato”.

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