

Nell'immagine, un dettaglio legato alla vicenda.
Castel Volturno – Un grido d’allarme che punta dritto ai reati ambientali e alla gestione delle risorse pubbliche. È quello che arriva da alcuni cittadini della località Bagnara, sul litorale di Castel Volturno, che denunciano l’abbandono dell’area, l’erosione della costa e la presunta esclusione del quartiere da progetti di tutela e riqualificazione.
Secondo quanto segnalato, i fondi stanziati per Bagnara sarebbero stati destinati ad altre zone della città, lasciando la località in una condizione di degrado e vulnerabilità ambientale.
Al centro della denuncia c’è la scomparsa delle dune costiere di Bagnara, un tempo barriera naturale contro l’erosione marina. Oggi, sostengono i residenti, restano cumuli di rifiuti, abitazioni semi-distrutte e un’area demaniale che rappresenterebbe un serio pericolo per l’incolumità pubblica.
Le immagini “prima e dopo” diffuse dai cittadini mostrerebbero un cambiamento radicale del paesaggio: la linea di costa arretrata, la vegetazione compromessa, l’avanzare del mare. Una situazione che, oltre al danno ambientale, pone interrogativi sul rischio idrogeologico e sulla sicurezza delle persone che frequentano l’area.
“Non c’è sviluppo senza tutela dell’ambiente”, è il messaggio che accompagna la denuncia.
Nel mirino anche un presunto progetto di protezione della costa che, secondo i cittadini, sarebbe stato “sotterrato” o mai realmente attuato. Si chiedono chiarimenti agli enti competenti sull’impatto dell’erosione costiera e sull’eventuale sussistenza di responsabilità per omissioni o mancati interventi.
La richiesta è chiara: verificare se vi siano profili di danno ambientale o minacce concrete per il territorio e accertare eventuali responsabilità nella gestione dei fondi e degli interventi programmati.
Non manca l’affondo politico. I residenti parlano di un “copione trito e ritrito”, fatto di promesse di lavoro e sviluppo in cambio di consenso elettorale. Ma, sostengono, la cittadinanza avrebbe ormai maturato una maggiore consapevolezza civica e non sarebbe più disposta a sacrificare il futuro ambientale del territorio per soluzioni temporanee.
“Chi ha inquinato paghi”, è la linea invocata, con un richiamo alla necessità di una politica “sana e giusta” che applichi la legge senza scorciatoie.
Nel documento non manca un riferimento diretto al primo cittadino, invitato ad agire “nei modi e nei tempi giusti”, evitando decisioni affrettate. Un proverbio napoletano sintetizza il concetto: “’A gatta pe’ jì ’e pressa, facette ’e figlie cecate”, ovvero la fretta può portare a errori.
Infine, un monito contro i toni violenti nel dibattito pubblico: la battaglia per la tutela ambientale, ribadiscono i cittadini, deve restare nell’alveo del confronto civile.
La vicenda riaccende i riflettori sul litorale domizio e sulla fragilità ambientale di un’area che da anni combatte contro abusivismo, sversamenti illeciti e dissesto costiero. Ora i residenti chiedono risposte concrete: trasparenza sui fondi, interventi urgenti e un piano reale di difesa della costa di Bagnara.
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