

L'istituto Torrente di Casoria dove è avvenuta l'aggressione
Casoria– Un raid punitivo in piena regola, consumato tra i banchi di scuola sotto gli occhi terrorizzati degli studenti. È quanto accaduto all’Istituto professionale “Torrente” di Casoria, dove la madre di due alunni ha aggredito brutalmente una docente di Matematica durante l’orario di lezione.
L’insegnante è stata costretta a ricorrere alle cure ospedaliere, mentre sull’episodio è stata aperta un’indagine dai Carabinieri coordinata dalla Procura di Napoli Nord.
La dinamica dei fatti, ricostruita dalle prime testimonianze, evidenzia gravi falle nella sicurezza dell’istituto. La donna, una 49enne madre di due studenti iscritti in classi diverse, si è presentata ai cancelli con la scusa di dover parlare urgentemente con uno dei figli. Dopo aver salutato i custodi all’ingresso senza destare sospetti, si è diretta a colpo sicuro verso l’aula dove la professoressa stava tenendo lezione.
Una volta varcata la soglia, la situazione è degenerata in pochi istanti: la donna ha ignorato ogni prassi istituzionale, puntando dritta alla cattedra. Dalle prime aggressioni verbali e dagli insulti urlati in faccia alla docente, si è passati rapidamente alla violenza fisica.
La scena si è svolta davanti a una classe impietrita. Mentre la madre colpiva l’insegnante con spintoni e percosse, alcuni studenti, presi dal panico, sono fuggiti dall’aula cercando riparo nei corridoi. Fondamentale è stato l’intervento di un gruppo di alunni più pronti di spirito che, superato lo shock iniziale, si sono frapposti tra l’aggressice e la vittima, seguiti poi dal personale ATA accorso per riportare la calma.
La professoressa, visibilmente scossa e ferita, è stata trasportata in ospedale. Il referto medico, che attesta i traumi fisici e lo shock psicologico subito, è stato allegato alla denuncia presentata ai Carabinieri della compagnia locale.
Mentre la dirigente scolastica Annamaria Orso ha avviato le verifiche interne per chiarire come sia stato possibile per un esterno raggiungere le aule indisturbato, monta la protesta delle famiglie.
Gruppi di genitori e rappresentanti studenteschi lamentano la mancanza di comunicazioni ufficiali da parte della scuola: «Perché su un episodio tanto grave non abbiamo ricevuto alcuna nota? Chiediamo l’intervento del Prefetto per riportare serenità».
L’istituto Torrente, noto per essere un’eccellenza nella formazione alberghiera, sta vivendo un momento complesso. La scuola, frequentata in passato da Martina Carbonaro (la 14enne vittima di femminicidio lo scorso maggio), è stata recentemente teatro di un altro episodio violento: un pestaggio tra studenti del biennio e del triennio.
L’aggressione alla docente segna ora un ulteriore salto di qualità nella scala della violenza, trasformando un presidio di legalità in un luogo di paura.