Caserta, brutale aggressione del branco ai Salesiani: tre giovani incastrati dalle telecamere

L'episodio risale allo scorso luglio: la vittima, un minorenne, ha subito danni permanenti e un intervento maxillo-facciale con placche in titanio. Per gli aggressori scatta il braccialetto elettronico e il "coprifuoco" notturno.
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Caserta – Il cerchio si è chiuso questa mattina. A distanza di mesi da quel pomeriggio di violenza gratuita, la Squadra Mobile di Caserta ha dato un nome e un volto ai componenti del “branco” responsabile del selvaggio pestaggio avvenuto nel parcheggio dell’Istituto Salesiani.

Tre giovani, tra cui un minorenne all’epoca dei fatti, sono stati raggiunti da misure cautelari con l’accusa di lesioni gravissime. Un atto di giustizia che arriva all’indomani della Giornata nazionale contro il bullismo, sottolineando ancora una volta l’urgenza di arginare un fenomeno in preoccupante ascesa.

Fratture e placche in titanio: i danni permanenti

La violenza si è consumata nel luglio scorso, trasformando un luogo di ritrovo giovanile in teatro di un’aggressione ferocissima. La vittima, un ragazzo minorenne, è stata accerchiata e colpita ripetutamente.

Il bilancio medico è drammatico: il giovane ha riportato danni permanenti alla masticazione. La furia degli aggressori gli ha causato una frattura bifocale della mandibola, costringendolo a un delicato intervento chirurgico per la riduzione della lesione e l’applicazione di due placche di titanio. Una ferita fisica e psicologica che il ragazzo porterà con sé per sempre.

Le indagini: traditi dalla videosorveglianza

L’inchiesta è scattata immediatamente dopo la denuncia presentata dal padre della vittima. Gli investigatori della Squadra Mobile, coordinati dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere e dalla Procura per i Minorenni di Napoli, hanno ricostruito la dinamica grazie a un minuzioso lavoro di incrocio dati.

Fondamentali si sono rivelate le testimonianze dei presenti e, soprattutto, l’analisi dei filmati registrati dall’impianto di videosorveglianza dell’istituto, che hanno immortalato la scena permettendo di identificare i tre responsabili: un maggiorenne e due minori (uno dei quali ha compiuto 18 anni nel corso delle indagini).

Braccialetto elettronico e divieto di “movida”

Sulla base delle prove raccolte, le Procure hanno richiesto e ottenuto dal GIP le misure cautelari eseguite oggi. Il pugno duro della giustizia si è abbattuto sui tre indagati con prescrizioni severe:

Per il maggiorenne: è stato disposto il divieto di avvicinamento alla parte offesa con l’applicazione del braccialetto elettronico per monitorarne gli spostamenti.

Per gli altri due giovani: oltre al divieto di avvicinamento alla vittima, è scattato l’obbligo di permanenza in casa nelle ore notturne (una sorta di coprifuoco) e il divieto assoluto di frequentare locali di pubblico ritrovo, togliendo loro la possibilità di partecipare alla “movida”.

Un segnale forte che arriva proprio nel weekend dedicato alla sensibilizzazione contro la violenza giovanile, ricordando che le azioni del branco hanno conseguenze penali reali e severe.

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