NAPOLI – Il bambino ricoverato in gravi condizioni all’Ospedale Monaldi dopo l’impianto di un cuore risultato danneggiato è stato inserito al primo posto nella lista italiana dei trapianti. A comunicarlo è stata la madre, Patrizia, durante un collegamento con la trasmissione La vita in diretta su Rai 1.
«Lo hanno messo al primo posto nella lista dei trapiantandi italiani», ha spiegato la donna, riferendo di essere stata informata direttamente dal ministero. Una notizia che rappresenta un passaggio cruciale nella corsa contro il tempo per salvare il piccolo, le cui condizioni restano delicate ma compatibili, secondo i medici, con un nuovo intervento.
La madre ha però chiesto che venga fatto «ancora di più», auspicando che il figlio possa essere inserito in una posizione di assoluta priorità anche a livello internazionale. «Spero che arrivi in modo immediato un cuore compatibile», ha aggiunto, sottolineando come, allo stato attuale, i sanitari ritengano sussistano le condizioni cliniche per procedere con un nuovo trapianto non appena sarà disponibile un organo idoneo.
Monaldi, boom di trapianti di cuore: nel 2025 crescita del 50% grazie al nuovo modello organizzativo
Un cuore nuovo per Franca e un nuovo traguardo per il Monaldi. L’ospedale napoletano, punto di riferimento nazionale per la cardiochirurgia, continua a crescere nel campo dei trapianti di cuore e si prepara a chiudere il 2025 con un incremento stimato del 50% rispetto all’anno precedente. L’ultimo intervento, eseguito dall’équipe del cardiochirurgo Claudio Marra, direttore della Cardiochirurgia Generale e dei Trapianti, è perfettamente riuscito: la paziente, in via di dimissione, è solo l’ultima testimonianza del successo di un modello sanitario fondato su sinergia e innovazione.
Con 19 trapianti già effettuati dall’inizio dell’anno — contro i 20 di tutto il 2024 — il Monaldi consolida la sua posizione tra i centri di eccellenza italiani. Un risultato frutto della riorganizzazione voluta dalla direttrice generale Anna Iervolino, che ha abbandonato il modello tradizionale incentrato sul singolo specialista per abbracciare una struttura integrata, dove cardiochirurghi, cardiologi, infettivologi, anestesisti e farmacisti lavorano insieme lungo l’intero percorso del paziente.
Fonte REDAZIONE





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