

Nell’immagine, un riferimento ai fatti narrati.
Una coppia di avellinesi aggredita e rapinata nel cuore di Firenze. Le vittime sono l’imprenditore Massimo Giordano e sua moglie, la cantante Mary Marisol Petruzziello. I fatti sono avvenuti in via Nazionale, a pochi metri dalla stazione di Santa Maria Novella, dove la coppia stava raggiungendo il treno Italo delle 15.30 dopo una tac effettuata in ospedale.
Secondo la loro testimonianza, mentre Mary si dirigeva verso i binari con lo zaino in spalla, ha avvertito qualcuno armeggiare alle sue spalle. In pochi secondi i due, forse tre, malviventi le hanno aperto lo zaino e le hanno sottratto il portafogli, che poi è stato passato a un complice.
«Ho sentito chiaramente che mi stavano aprendo lo zaino – racconta Marisol – Mi sono girata e li ho visti: erano attaccati alla borsa. Il portafoglio non c’era più».
Nonostante lo stato di tensione, Mary non è rimasta ferma. Ha gridato: «Mi hai rubato il portafoglio», afferrando il ladro per la giacca, che però l’ha spintonata, facendole male a un ginocchio.
Massimo, intuendo lo schema classico del borseggio, si è lanciato all’inseguimento del giovane. «L’ho rincorso e l’ho bloccato – spiega – Si divincolava, cercava di scappare. Solo un ragazzo albanese ci ha aiutato a metterlo a terra. Gli altri guardavano o dicevano di lasciarlo, che lo stavamo facendo soffocare».
Nel frattempo una ragazza ha avvertito di aver già chiamato i carabinieri. I militari del Radiomobile sono intervenuti in pochi minuti, bloccando e arrestando uno dei presunti autori, un giovane di nazionalità tunisina, mentre il complice è riuscito a dileguarsi tra la folla.
Nel portafoglio rubato c’erano oltre 1.300 euro in contanti, un importo che secondo Marisol era stato messo da parte proprio per le cure del marito.
«Sono soldi che stavo mettendo da parte per le terapie di Massimo – spiega – Tra quindici giorni dobbiamo tornare a Firenze per la radioterapia. Non mi hanno rubato solo i contanti, mi hanno tolto la serenità».
Dopo l’arresto, il borseggiatore viene tenuto in stazione per qualche minuto, mentre il portafoglio viene recuperato sul marciapiede, ma senza i soldi. «Poi all’improvviso arriva uno di loro che mi invita a seguirlo – conclude Mary – Mi porta dove mi avevano rubato il portafoglio. Stava a terra, vuoto».
Per la coppia l’incubo non finisce con l’arresto. Dopo l’arrivo dei carabinieri, Massimo e Mary restano in caserma per oltre due ore per formalizzare la denuncia. Il tempo che basta perché il treno delle 15.30 parta senza di loro.
«Abbiamo mostrato al personale di Italo e Trenitalia la denuncia e la documentazione medica, abbiamo chiesto solo un po’ di buon senso – raccontano – C’erano posti liberi sul treno successivo. Ci hanno risposto che non era possibile. Abbiamo dovuto acquistare altri due biglietti, quasi 200 euro. In quel momento ti senti abbandonato».
Nel lungo post pubblicato su Facebook, Mary affida ai social la sua amarezza: «Chiedo giustizia e certezza della pena. Chi ci risarcirà?».
E ancora: «Dopo un anno difficile, siamo ancora in salita ma sulla buona strada. Episodi come questo ti fanno male, ma non ci fermeranno».
L’uomo arrestato dovrà rispondere di rapina e aggressione. Le indagini dei carabinieri proseguono per identificare il complice che si è dileguato tra la folla.
Per Massimo e Mary resta la ferita di un pomeriggio da dimenticare, consumato nel cuore di una delle strade più frequentate di Firenze. «I soldi vanno e vengono – conclude l’imprenditore – La salute è la cosa più importante. Ma quello che fa male è l’ingiustizia. E la sensazione di non essere tutelati».