Uccisa a colpi di scopa dall’ex compagno
Una donna di 33 anni è morta il 27 dicembre all’ospedale Pineta Grande, dove era ricoverata in condizioni gravissime dopo essere stata brutalmente aggredita dall’ex compagno. L’uomo, un cittadino di origine nigeriana residente a Castel Volturno, è stato arrestato con l’accusa di femminicidio.
L’aggressione si è consumata nel pomeriggio del 22 dicembre, ma secondo quanto ricostruito dagli investigatori la spirale di violenza era iniziata già nelle ore precedenti.
Nella mattinata del 22 dicembre, l’uomo si sarebbe recato nell’abitazione della ex compagna e, per entrare, avrebbe sfondato una porta a vetri. Una volta all’interno, l’avrebbe aggredita per la prima volta. La donna, sua connazionale e coetanea, risiedeva anch’essa a Castel Volturno.
Dopo questo primo episodio di violenza, l’uomo sarebbe rientrato nella propria abitazione. Poco dopo, la donna, già ferita, lo avrebbe raggiunto. Alcuni testimoni hanno riferito di averla vista con un coltello in mano, circostanza che al momento non trova conferma ufficiale nelle indagini.
Una volta di nuovo insieme, tra i due sarebbe scoppiata una violenta lite. Durante l’ennesimo scontro, l’uomo avrebbe afferrato il manico di legno di una scopa e avrebbe colpito la donna più volte, infierendo soprattutto alla testa. Le ferite riportate, in particolare un grave trauma cranico, si sono rivelate fatali.
Le urla hanno allertato i vicini, che hanno chiamato la polizia. Gli agenti del commissariato, intervenuti sul posto, hanno trovato la donna riversa a terra in una pozza di sangue, nell’appartamento dell’uomo.
Trasportata d’urgenza dal 118 all’ospedale Pineta Grande, la donna è riuscita a indicare, prima di perdere conoscenza, l’ex compagno come autore dell’aggressione. Le sue condizioni sono apparse da subito disperate: il 23 dicembre è stata posta in coma farmacologico.
Dopo quattro giorni di agonia, il 27 dicembre la 33enne è deceduta. A quel punto la Procura ha trasformato il fermo dell’uomo in arresto con l’accusa di femminicidio.
La tragedia lascia ora aperta anche una delicata questione sociale. La vittima aveva un figlio di sei anni. Il bambino è stato rintracciato dalla polizia affidato a un uomo che si è dichiarato suo padre, ma con il quale risulterebbe avere un cognome diverso. La circostanza ha reso necessari ulteriori accertamenti.
Sono stati immediatamente coinvolti i servizi sociali del municipio, che si sono attivati per garantire al minore una soluzione di tutela adeguata.