Ecco perchè il gip di Nola ha sequestrato i beni di Angelo Napolitano

Sequestro preventivo dell’intero compendio aziendale della A.M. Distribution srl e di due immobili tra Casalnuovo e Napoli: il gip di Nola Raffaele Muzzica ha accolto la richiesta della Procura, ritenendo “attuale” il rischio di prosecuzione delle condotte contestate e “concreto” il legame tra beni aziendali e reati tributari ipotizzati.

Al centro dell’inchiesta c’è Angelo Napolitano, legale rappresentante della società, indagato per dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici in relazione alle annualità IVA 2023 e 2024, con un’IVA evasa complessiva quantificata in 5.740.561 euro.

Il provvedimento del gip

Il decreto è emesso dal Tribunale di Nola, sezione GIP/GUP, nell’ambito del procedimento indicato in epigrafe, e dispone un sequestro preventivo “impeditivo” ai sensi dell’articolo 321 del codice penale.

Il vincolo riguarda il compendio aziendale con “pertinenze ed attrezzature”, includendo anche gli immobili indicati nel provvedimento, ma escludendo i beni elettronici di consumo appartenenti a soggetti terzi.

L’ipotesi di frode IVA: reverse charge e vendite “in nero”

Secondo la ricostruzione richiamata dal gip, la società avrebbe utilizzato fatture in reverse charge verso soggetti ritenuti “cartiere” o comunque con pesanti criticità fiscali per giustificare l’uscita di merce dal magazzino senza applicazione dell’IVA, mentre la merce sarebbe stata destinata (almeno in parte) a vendite al dettaglio verso privati.

Le indagini (Guardia di Finanza, intercettazioni, perquisizioni e analisi informatiche) avrebbero evidenziato una doppia pista: prezzi sottocosto e richiesta insistita di pagamenti in contanti, con operazioni “camuffate” fiscalmente tramite fatturazioni attive di comodo in inversione contabile.

I numeri contestati: 2023 e 2024

Per l’anno d’imposta 2023, nel decreto si indica un’IVA a debito non esposta pari a 1.777.976 euro, ricondotta a vendite non dichiarate “camuffate” con fatture in reverse charge.

Per l’anno d’imposta 2024, la contestazione sale a 3.962.585 euro, arrivando così a un’IVA evasa complessiva di 5.740.561 euro, calcolata applicando l’aliquota del 22% a elementi attivi ricostruiti attraverso i dati del gestionale e la differenza tra documenti non fiscali e fiscali.

Il “pericolo attuale”: i video social e la presunta prosecuzione

Il gip valorizza, per il periculum in mora, una successiva annotazione di polizia giudiziaria (settembre 2025) che descrive la presunta prosecuzione del medesimo schema anche dopo perquisizioni e un precedente sequestro.

Nel decreto vengono citati video pubblicati su TikTok in cui Napolitano continuerebbe a promuovere smartphone e prodotti hi-tech a prezzi molto inferiori alla media, accompagnando le offerte a richiami al pagamento in contanti con espressioni in codice (“magliette dell’Avellino”, “croccantini”, “pappardelle”, “peghegne”).

Società “attenzionate” e fatture successive al primo sequestro

Tra i soggetti economici menzionati nel decreto figurano Tecno Group s.r.l. e Sparrow Industries Srl, indicate come destinatarie di fatturazioni in reverse charge nonostante profili di scarsa operatività o anomalie (assenza di dipendenti, omessi versamenti/dichiarazioni, sede in abitazione privata, ecc.).

Il provvedimento sottolinea anche l’emissione di fatture in periodi successivi al primo sequestro, elemento che per il giudice rafforza l’idea di una continuità operativa del circuito ritenuto illecito.

Cosa è stato sequestrato

Il gip Raffaele Muzzica ha disposto il sequestro preventivo del compendio aziendale della A.M. Distribution srl e di Napolitano Angelo, includendo due immobili: uno a Casalnuovo di Napoli (Via Napoli n. 159) e uno a Napoli (Corso Garibaldi n. 231).

 

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Giuseppe Del Gaudio

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