

Via Cariteo a Fuorigrotta
Napoli – Se il Principe De Curtis fosse ancora tra noi, probabilmente citerebbe i due protagonisti di questa vicenda per violazione del copyright su Totòtruffa ’62. La sceneggiatura era perfetta, il casting pure, mancava solo il lieto fine (per loro).
A Fuorigrotta è andata in scena una commedia degli equivoci che ha del paradossale: un appartamento venduto, rogitato e trascritto senza che il legittimo proprietario ne sapesse assolutamente nulla.
Il copione è stato scritto da un 44enne napoletano, Pasquale Presutto, inquilino dell’appartamento in questione in via Cariteo, all’ombra dello stadio Maradona. Pagava l’affitto regolarmente dal 2022, un dettaglio che deve aver rassicurato il vero padrone di casa, un 79enne residente nella “bene” Chiaia.
Con la scusa di voler effettuare alcune ristrutturazioni, l’inquilino modello si è fatto consegnare tutta la documentazione dell’immobile: documenti, dati catastali, identità. Un kit completo per il disastro.
Qui entra in gioco il genio criminale – o la follia, a seconda dei punti di vista. Il 44enne recluta Nicola Criscuolo, classe ’56, un 71enne che non ha solo il compito di fare il palo, ma di recitare la parte della vita.
Il motivo? Una somiglianza impressionante con il vero proprietario 79enne. Con una carta d’identità clonata e la faccia tosta di un attore consumato, la coppia mette l’appartamento sul mercato.
Il prezzo è di quelli da “Black Friday” immobiliare: 145mila euro. Trovati subito due acquirenti, convinti di aver fatto l’affare del secolo, si va dal notaio. Tutto liscio come l’olio: rogito firmato, strette di mano, e un primo acconto di 95mila euro incassato. La casa, tecnicamente, cambia proprietario all’insaputa di quello vero. Un capolavoro burocratico.
Ma il diavolo, si sa, fa le pentole e dimentica i coperchi, o in questo caso, le visure. Il nipote del 79enne, parlando con lo zio delle famose ristrutturazioni dell’inquilino, sente puzza di bruciato. Fa un controllo al catasto e scopre l’impensabile: la casa dello zio non è più dello zio.
Scatta l’allarme. Il notaio, che fino a quel momento era stato un involontario spettatore pagante della farsa, si precipita dai Carabinieri della stazione di Chiaia. Insieme, organizzano l’ultimo atto della recita. All’appuntamento per il saldo finale di 50mila euro, nello studio del professionista, si presentano due nuovi “collaboratori”. Non sono praticanti alle prime armi, ma militari dell’Arma in borghese.
Quando i truffatori allungano le mani verso il saldo, invece degli assegni trovano le manette. La perquisizione restituisce il kit del perfetto truffatore: cellulari, appunti, documenti notarili e le carte d’identità contraffatte. Presutto e Criscuolo sono finiti agli arresti domiciliari in attesa di giudizio. La vendita è annullata, la casa è salva, e Totò, da lassù, si sarà fatto sicuramente una risata.