Cronaca di Napoli

Napoli, la protesta corre (piano) sulla Tangenziale: «Stop ai rincari, non siamo un bancomat»

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Napoli– Un lungo serpentone di auto e moto a passo d’uomo per dire “no” all’ennesimo rincaro. La Tangenziale di Napoli è tornata teatro di protesta questa mattina, quando un corteo lento ha attraversato l’arteria cittadina per contestare l’adeguamento tariffario previsto per il 1° gennaio 2026, che porterebbe il costo del pedaggio a 1,05 euro.

La mobilitazione, partita alle 10.15 da Fuorigrotta, ha visto convergere esponenti politici, legali e figure simbolo del civismo napoletano. In testa al corteo, i motociclisti RaNaples – con l’immancabile maschera da ranocchia – e Ducati Bunny, seguiti da decine di cittadini che chiedono la liberalizzazione della tratta.

Una città penalizzata

«I cittadini sono stanchi di pagare per non avere servizi in cambio», ha dichiarato il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, promotore dell’iniziativa. «Dal 2026 pagheremo di più per l’inflazione, ma sulla Tangenziale restano le code, i cantieri infiniti e la carenza di manutenzione. È inaccettabile che l’unica autostrada urbana d’Europa ancora a pagamento continui a gravare sulle tasche dei napoletani senza un reale miglioramento della qualità».

Al fianco di Borrelli erano presenti il consigliere regionale Carlo Ceparano, i consiglieri municipali Rino Nasti e Gianni Caselli, e il consigliere comunale di Portici Aldo Agnello.

La proposta: pedaggi solo ai confini della città

Non solo protesta, ma anche una proposta tecnica per alleggerire il carico sui residenti. Durante la manifestazione è stata rilanciata l’idea di una raccolta firme per eliminare i caselli interni. «L’obiettivo è far pagare solo chi accede dall’esterno della città», ha spiegato Borrelli. «Chi si sposta tra i quartieri di Napoli non deve essere tassato. È una soluzione già adottata in altre metropoli italiane che permetterebbe di decongestionare il traffico urbano».

Dello stesso avviso l’avvocato Angelo Pisani, da anni in prima linea per i diritti degli automobilisti: «La Tangenziale è, a tutti gli effetti, una strada urbana. Far pagare un pedaggio per spostarsi all’interno del proprio comune è una violazione del diritto alla mobilità che penalizza famiglie e lavoratori».

Lo scontro con il Governo

La battaglia di Napoli si sposta ora sul piano nazionale. Borrelli ha duramente attaccato l’esecutivo: «Mentre per i grandi gruppi concessionari e le assicurazioni le soluzioni si trovano sempre, per i cittadini si risponde con l’impotenza. Napoli non può essere trattata come un bancomat».

La mobilitazione di oggi promette di non restare un caso isolato. Gli organizzatori hanno già annunciato nuove iniziative se non arriveranno segnali concreti da parte del Governo e della società di gestione.


Fonte REDAZIONE
A. Carlino

Collaboratore di lunga data di Cronache della Campania Da sempre attento osservatore della società e degli eventi. Segue la cronaca nera. Ha collaborato con diverse redazioni.

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A. Carlino