Cronaca di Napoli

Inseguimento da film a San Giovanni a Teduccio: arrestato il genero del boss ’o cinese

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Notte ad alta tensione nella periferia orientale di Napoli, dove le strade si sono trasformate in un teatro di fuga e sirene. A finire in manette, al termine di un inseguimento ad alto rischio, è stato Salvatore Liberato, 29 anni,  detto Savio vecchia conoscenza delle forze dell’ordine e genero del boss Carmine Reale, detto “’o cinese”.

L’episodio è avvenuto poco dopo le 22 di domenica sera. Gli agenti della sezione Volanti del commissariato San Giovanni–Barra hanno notato un’Audi Q2 ferma con il motore acceso in via Camillo De Meis, all’angolo con via Rossi Doria. Alla vista della pattuglia, il conducente ha reagito speronando l’auto di servizio e dandosi alla fuga, nonostante l’alt intimato dai poliziotti.

Ne è scaturito un inseguimento pericoloso, con manovre azzardate e gravi rischi per la circolazione stradale. La corsa si è conclusa in via Paul Cézanne, dove Liberato ha imboccato un vicolo cieco finendo all’interno di un cortile privato.

Ha tentato di investire un poliziotto

Braccato, ha tentato una retromarcia violenta, colpendo una seconda volante del commissariato Ponticelli, nel frattempo giunta in supporto. In quei frangenti avrebbe anche tentato di investire uno degli operatori scesi dall’auto di servizio.

La fuga è terminata definitivamente contro un muretto, andato distrutto nell’impatto. I poliziotti sono riusciti a bloccarlo solo dopo una colluttazione. La perquisizione personale e del veicolo — intestato a una terza persona — non ha fatto emergere il possesso di armi o droga. Liberato si è però rifiutato di sottoporsi agli accertamenti alcolemici e tossicologici, con conseguente ritiro della patente.

Alla luce dei fatti, il 29enne è stato arrestato per lesioni, resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato di beni della pubblica amministrazione; denunciato anche per il rifiuto di sottoporsi all’alcoltest. Dopo la notte trascorsa in camera di sicurezza, ieri mattina è stato processato per direttissima: il gip ha disposto nei suoi confronti la misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Nel 2016 arrestato con un fucile a pompa

Il nome di Salvatore Liberato, tuttavia, non è nuovo alle cronache giudiziarie. Nel 2016, quando aveva appena vent’anni, fu fermato nel quartiere Poggioreale, in via Strada Vicinale Galeoncello, all’interno dell’hotel Serena.

Dalla perquisizione della sua auto emerse un fucile a pompa con canne mozzate, carico, con matricola abrasa e pronto all’uso. Negli anni successivi sono arrivate ulteriori accuse, tra cui quella di tentato omicidio.

Il tentato suicidio nel 2019 dopo l’uscita dal carcere

Un passato segnato non solo da episodi criminali, ma anche da una profonda fragilità personale. Nel pomeriggio del 31 luglio 2019 Salvatore Liberato tentò il suicidio lanciandosi dal quinto piano della sua abitazione in via Salvatore Di Giacomo, a San Giorgio a Cremano. Trasportato d’urgenza all’Ospedale del Mare di Napoli, fu ricoverato in prognosi riservata e rimase per diversi giorni in fin di vita.

All’epoca il giovane era da poco uscito dal carcere ed era stato affidato in prova ai servizi sociali. Nell’appartamento si trovava da solo, nell’abitazione in cui vive con i genitori. Non si trattò del primo gesto autolesionistico: già nei mesi precedenti aveva tentato di togliersi la vita.

Conosciuto anche con il soprannome di “Savio”, Liberato sopravvisse alla caduta solo perché l’impatto fu in parte attutito da un muretto di cinta. Riportò comunque gravissime ferite agli arti e al torace.

Dopo un delicato intervento chirurgico, Liberato uscì dal coma otto giorni più tardi. Un capitolo oscuro che si aggiunge a una lunga scia di episodi giudiziari e che restituisce il profilo di un soggetto instabile e pericoloso, tornato ancora una volta al centro delle cronache.

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Fonte REDAZIONE
Giuseppe Del Gaudio

Giuseppe Del Gaudio, giornalista professionista dal 1991. Amante del cinema d'azione, sport e della cultura Sud Americana. Il suo motto: "lavorare fa bene, il non lavoro: stanca"

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Giuseppe Del Gaudio