Napoli, allarme fuocarazzi: Borrelli chiama alla mobilitazione contro i roghi illegali

A Napoli, alla vigilia della festa di Sant’Antonio Abate, il deputato Francesco Emilio Borrelli lancia un appello contro i fuocarazzi, che hanno smarrito il loro legame con la tradizione religiosa, diventando strumenti di illegalità e controllo da parte della criminalità organizzata, con.

Napoli – Alla vigilia della festa di Sant’Antonio Abate torna alta l’attenzione sui cosiddetti fuocarazzi, una pratica che, secondo il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli, ha ormai perso ogni legame con la tradizione religiosa per trasformarsi in un fenomeno di illegalità diffusa e controllo del territorio da parte della criminalità organizzata.

Nonostante il lavoro di prevenzione messo in campo dalla Polizia Municipale e dai Vigili del Fuoco, le cosiddette paranze sarebbero già operative in diversi quartieri della città, con accumuli di legna e materiale infiammabile pronti a essere incendiati.

Le aree considerate più a rischio sono i Quartieri Spagnoli, la Torretta, la Sanità e il Cavone di piazza Dante, monitorate con particolare apprensione dalle forze dell’ordine.

“Quello a cui assistiamo da tempo non ha più nulla a che vedere con la religione o il folklore – denuncia Borrelli –. Questi roghi sono diventati uno sfogo per gruppi criminali, una vera e propria scuola di formazione per ragazzi che vengono avviati alla camorra. Il cippo non è più un rito: è un simbolo di potere e una sfida aperta allo Stato”.

Il deputato invita i cittadini a non restare spettatori e a collaborare attivamente con le istituzioni, segnalando in tempo reale la presenza di roghi o cataste di legna attraverso il numero WhatsApp 366 266 2829. “La collaborazione dei residenti è fondamentale – spiega – per consentire sequestri preventivi e interventi tempestivi prima che il fuoco venga appiccato”.

A preoccupare ulteriormente è la dimensione social del fenomeno. “Siamo davanti a una deriva inquietante – conclude Borrelli –: baby gang che si sfidano online a chi realizza il falò più grande, in un’escalation di illegalità che mette a rischio la sicurezza dei cittadini e la salute pubblica.

La camorra ha sequestrato i culti religiosi per attirare i giovani: è necessario fermare questo scempio e restituire i simboli della nostra terra alla legalità e alla vera devozione”.

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Pubblicato da
Federica Annunziata

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