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Marcianise: si dimettono 13 consiglieri, cade il sindaco Trombetta

È la terza amministrazione nel Casertano a sciogliersi da inizio anno. La Prefettura nomina Biagio Del Prete commissario straordinario: l’Ente verso il voto anticipato.
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Marcianise– Non c’è pace per gli equilibri politici di Terra di Lavoro. Dopo i casi di Portico di Caserta e Pignataro Maggiore, anche il Comune di Marcianise vede concludersi anzitempo l’esperienza amministrativa.

Nella mattinata di oggi, 20 gennaio 2026, tredici consiglieri comunali hanno rassegnato le proprie dimissioni, decretando ufficialmente la fine della consiliatura guidata dal sindaco Antonio Trombetta.

La cronaca della crisi

La caduta dell’amministrazione non arriva del tutto inaspettata. Trombetta, eletto meno di due anni fa, aveva guidato fin dall’inizio un governo caratterizzato da una fragilità strutturale: la sua vittoria era stata segnata dal fenomeno del voto disgiunto, con il sindaco che aveva ottenuto più preferenze personali rispetto al peso effettivo delle liste che lo sostenevano.

Un equilibrio precario che oggi si è spezzato definitivamente con la consegna delle dimissioni ultra-dimidiate, l’atto formale che “stacca la spina” al governo cittadino senza passare per il dibattito in aula.

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L’intervento della Prefettura

La reazione dello Stato è stata immediata. La Prefetta di Caserta, Lucia Volpe, preso atto della situazione, ha disposto la sospensione del Consiglio comunale e ha già inoltrato al Ministero dell’Interno la proposta formale per lo scioglimento definitivo dell’Assise.

Per garantire la continuità amministrativa e la gestione degli affari correnti nei prossimi mesi, è stato nominato il viceprefetto Biagio Del Prete in qualità di commissario prefettizio. Sarà lui a traghettare il popoloso centro casertano fino alle prossime elezioni utili.

Un territorio instabile

L’addio di Trombetta aggrava il bilancio della stabilità politica in provincia di Caserta. Con Marcianise salgono infatti a tre i comuni sciolti in appena venti giorni dall’inizio del 2026. Un segnale di forte fibrillazione politica che colpisce uno dei centri industriali e demografici più rilevanti dell’area, lasciando ora aperti i grandi temi della programmazione locale e dei fondi PNRR, che passeranno inevitabilmente per le mani della gestione commissariale.


Fonte REDAZIONE
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