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Omicidio a scuola, lo strazio del padre del killer: «Chiedo perdono alla famiglia di Abanoub»

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La Spezia– Due padri, due dolori speculari e terribili, divisi da una lama che ha cancellato il futuro di un giovanissimo. A poche ore dalla tragedia che ha sconvolto l’istituto professionale di La Spezia, parla Boulkhir Atif, il padre del 18enne che ha sferrato i colpi mortali contro Abanoub.

Non cerca giustificazioni, ma offre un pentimento straziante e il ritratto di un figlio che, ai suoi occhi, appare irriconoscibile rispetto all’assassino descritto dalle cronache.

Le scuse e lo strazio

«Io sono un padre e il mio primo pensiero va all’altro padre, all’uomo che ha perso suo figlio per sempre». Sono parole pesanti come macigni quelle affidate al Corriere della Sera.

Boulkhir cerca un contatto umano, seppur a distanza, con i familiari della vittima: «Voglio chiedere scusa a lui, alle sorelle del ragazzo, a tutta la sua famiglia. Proprio perché sono genitore, capisco il baratro del loro dolore. Mi dispiace tantissimo per quello che è successo».

Il ritratto del “ragazzo modello”

Dalle parole dell’uomo emerge il profilo di un giovane insospettabile, lontano anni luce dallo stereotipo del violento. Un contrasto che rende la vicenda ancora più oscura. «Lavoro come giardiniere dalla mattina alla sera, ma conosco mio figlio», insiste il genitore. Il 18enne, in Italia dal 2015, viene descritto come un “ragazzo buono”, dedito allo studio e al lavoro, senza vizi: «Non beve, non fuma. Si è iscritto al professionale perché il suo sogno era diventare tecnico nautico».

Un dettaglio domestico aggiunge una nota di amarezza al racconto: «Quando tornava a casa portava sempre un dolce o un regalo ai fratellini». Un’immagine di normalità familiare che si è infranta tra i banchi di scuola.

La ricostruzione della tragedia

Resta l’incredulità per l’esplosione di violenza. La vicenda, che ha lasciato sotto shock la comunità spezzina, si è consumata in un contesto che doveva essere protetto: la scuola. Una lite, forse ruggini pregresse o un gesto d’impeto, poi l’arma bianca e i fendenti fatali che non hanno lasciato scampo al giovane Abanoub.

«Veramente questa cosa non mi pare una cosa che può fare uno con il suo carattere, non mi ha mai dato problemi», ripete il padre dell’aggressore, quasi a voler risvegliarsi da un incubo. Mentre le indagini dovranno chiarire l’esatta dinamica e il movente scatenante, resta sul campo la devastazione di due famiglie distrutte da un attimo di follia.

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Fonte REDAZIONE
Giuseppe Del Gaudio

Giuseppe Del Gaudio, giornalista professionista dal 1991. Amante del cinema d'azione, sport e della cultura Sud Americana. Il suo motto: "lavorare fa bene, il non lavoro: stanca"

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Giuseppe Del Gaudio