Milano – Cristian Chivu non accetta processi preventivi. Alla vigilia della delicata sfida contro il Napoli, il tecnico dell’Inter si presenta in conferenza stampa con la fermezza di chi guarda tutti dall’alto verso il basso della classifica.
Nessuna sindrome da “big match”, nonostante i numeri dicano che negli scontri diretti l’Inter non abbia sempre brillato: “Non ho mai visto paura nei miei giocatori”, esordisce Chivu, rivendicando con orgoglio il primato in classifica.
“Scontri diretti? Conta la classifica”
Per il tecnico nerazzurro, il dibattito sui punti conquistati contro le grandi è un esercizio di retorica che non lo tange. “È troppo facile parlare di scontri diretti non vinti solo perché lo dicono le statistiche. La realtà è che siamo primi, abbiamo segnato più di tutti e siamo davanti a chi ci ha battuto. Il campionato è una maratona di 38 partite, non uno sprint di sei”.
La sfida di domani, tuttavia, ha un peso specifico enorme. “Può indirizzare il cammino di una stagione”, ammette Chivu, che poi riserva parole di grande stima per l’avversario: “Ho grande considerazione di Conte, è un vincente. Noi giovani tecnici abbiamo tutto da imparare da profili come il suo”.
La lezione di civiltà: “Niente alibi sugli arbitri”
Uno dei passaggi più intensi della conferenza riguarda la gestione delle decisioni arbitrali, un tema spesso rovente nel calcio italiano. Chivu sposa la linea della società: il silenzio e il lavoro. “Quello che fanno gli arbitri non ci deve interessare. Dobbiamo essere più forti delle ingiustizie e avere quella disciplina mentale che doma i pensieri negativi”.
Per l’allenatore rumeno, cercare scuse è una tentazione da evitare: “La cosa più facile è cercare alibi, ma io non punto il dito. Se devo perdere, voglio farlo a modo mio. È una lezione di vita, prima ancora che di calcio: arbitri e dirigenti sono persone, e gli errori fanno parte del gioco”.
Singoli e infermeria: il punto su Bisseck e Dumfries
Chivu si è poi soffermato sulla crescita dei singoli, lodando in particolare la solidità di Bisseck (“Gli chiedo io di avanzare, ha grande mobilità”) e la maturazione di Luis Henrique, diventato ormai un punto fermo: “Ha dimostrato di avere le spalle grosse, giocare a San Siro con la maglia dell’Inter non è mai semplice”.
Infine, una nota dolente dall’infermeria riguarda Denzel Dumfries. L’esterno olandese, attualmente in riabilitazione in patria, non rientrerà a breve: “Dovrebbe tornare a Milano a fine gennaio per iniziare la parte atletica”, ha spiegato il tecnico. “Spero di riaverlo a disposizione per fine febbraio”.
Fonte REDAZIONE






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