Inseguimento da film sull’A1: arrestati due truffatori dopo la fuga contromano

Un inseguimento lungo e ad altissimo rischio, culminato con la fuga a piedi nelle campagne e il successivo arresto. È quanto accaduto lungo l’autostrada A1, dove il personale della Polizia Stradale di Caserta Nord, in collaborazione con la Polstrada di Cassino, ha arrestato due cittadini di origine napoletana con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale e truffa aggravata.

I fatti hanno avuto inizio durante un normale servizio di vigilanza stradale all’altezza del chilometro 670 sud dell’A1, quando una pattuglia della Sottosezione di Cassino ha intimato l’alt a un’Alfa Romeo Junior che procedeva a velocità sostenuta nonostante l’intenso traffico.

Alla vista degli agenti, però, i due occupanti hanno accelerato dando il via a un lungo e rocambolesco inseguimento.

La fuga si è protratta per diversi chilometri, fino allo svincolo autostradale di Capua, dove i fuggitivi hanno imboccato l’uscita contromano, mettendo seriamente a rischio l’incolumità degli automobilisti in transito. Dopo aver abbattuto la sbarra del casello e percorso ulteriori tratti in senso opposto di marcia, l’auto è stata abbandonata nella zona industriale di Pignataro Maggiore, nel Casertano.

Da lì è iniziata una fuga a piedi nelle campagne circostanti, conclusasi poco dopo quando i due hanno tentato invano di nascondersi tra la fitta vegetazione. Bloccati dagli agenti, sono stati sottoposti a perquisizione: addosso avevano 3.450 euro in contanti e diversi monili in oro, occultati all’interno di un borsello.

Condotti negli uffici della Polstrada di Caserta Nord, gli investigatori – in collaborazione con i Carabinieri della Stazione di Passo Corese (Rieti) – hanno accertato, nella fase iniziale delle indagini, che il denaro e i preziosi erano il provento di una truffa aggravata commessa poche ore prima a Fara in Sabina ai danni di una donna di 80 anni.

Secondo quanto ricostruito, la vittima sarebbe stata contattata telefonicamente da un soggetto che si era spacciato per il nipote, lamentando presunte difficoltà economiche. Poco dopo, un complice si era presentato alla sua abitazione fingendosi un addetto delle poste, riuscendo a farsi consegnare denaro e gioielli per un valore complessivo superiore ai 20 mila euro.

Tutto il materiale recuperato è stato posto sotto sequestro penale, in attesa della restituzione alla legittima proprietaria. Il giudice per le indagini preliminari ha disposto gli arresti domiciliari per uno degli indagati e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per l’altro.

Si precisa che il procedimento è attualmente nella fase delle indagini preliminari e che gli indagati devono considerarsi innocenti fino a sentenza definitiva. Le misure cautelari sono state adottate con contraddittorio limitato e ogni responsabilità sarà valutata dal giudice competente nelle successive fasi processuali.

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Rosaria Federico

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