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Emergenza Pronto Soccorso a Napoli: l’affondo di Nursing Up contro il sovraffollamento

Il sindacato degli infermieri lancia l'allarme sul picco influenzale che sta mettendo in ginocchio Cardarelli, Ospedale del Mare, Pellegrini e San Paolo. Presentato un piano in 8 punti per salvare la sanità cittadina.
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Napoli– Non è solo un’emergenza stagionale, è un sistema al collasso che si ripete con la precisione di un orologio svizzero. Il sindacato Nursing Up Napoli, per voce della Segreteria Provinciale guidata da Lello Pavone, alza nuovamente il tono del dibattito sulla crisi dei Pronto Soccorso cittadini.

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Sotto la lente d’ingrandimento finiscono i principali presidi della città: dal Cardarelli all’Ospedale del Mare, passando per il Vecchio Pellegrini e il San Paolo. Qui, il picco influenzale sta agendo da detonatore su una situazione già precaria, schiacciando i pazienti in attese infinite e costringendo gli operatori sanitari a turni massacranti in condizioni che il sindacato definisce al limite della dignità professionale.

La critica: “Fenomeno prevedibile, manca programmazione”

Il duro atto d’accusa di Nursing Up punta sulla mancata pianificazione. “Parliamo di un fenomeno ciclico, ampiamente previsto e descritto negli anni, soprattutto dopo l’esperienza del Covid-12”, spiegano dal sindacato. Nonostante gli allarmi lanciati a più riprese, le soluzioni strutturali tardano ad arrivare, lasciando la gestione dell’emergenza alla buona volontà dei singoli professionisti.

La “Ricetta” di Nursing Up: dal territorio agli ospedali chiusi

Per uscire dall’impasse, il sindacato ha presentato alle istituzioni politiche e sanitarie un pacchetto di soluzioni concrete, basato sul potenziamento della medicina territoriale e il recupero di spazi già esistenti:

Filtro territoriale: Potenziamento degli ambulatori distrettuali aperti 12 ore per codici bianchi e verdi, supportati dalla figura dell’Infermiere di Famiglia e da ambulatori infermieristici dedicati.

Assistenza domiciliare: Ripristino di gruppi di infermieri (ex USCA) per gestire le cure a casa e alleggerire la pressione sugli ospedali.

Sblocco dei presidi pronti: Apertura immediata dei Pronto Soccorso del Policlinico e del San Giovanni Bosco, strutture già esistenti e pronte all’uso.

Recupero posti letto: Utilizzo a pieno regime delle unità operative del Loreto Mare e del San Giovanni Bosco, attualmente sottoutilizzate nonostante la presenza di personale qualificato.

Reparti a gestione infermieristica: Creazione di unità dedicate alla fase post-acuta per liberare rapidamente i letti nei reparti specialistici.

L’appello ai cittadini e alle istituzioni

Mentre Nursing Up rinnova la disponibilità al dialogo con le aziende sanitarie, arriva anche un appello alla cittadinanza: “Chiediamo ai napoletani di rispettare le norme di prevenzione e di rivolgersi al Pronto Soccorso solo in caso di reale necessità, per non congestionare ulteriormente un sistema già saturo”.

La palla passa ora alla Regione e ai direttori generali: il sindacato attende un riscontro formale, sottolineando che la tutela del diritto alla salute non può più prescindere da condizioni di lavoro dignitose per chi quella salute deve garantirla ogni giorno in prima linea.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Fonte REDAZIONE

Commenti (1)

L’articolo parla di una situazion che e molto grave per i Pronto Soccorso a Napoli, ma non si capisce bene quali siano le soluzioni proposte dal sindacato. Sarebbe utile avere piu dettagli su come queste idee potrebbero realizzarsi.

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