Casoria – “Mi dicono che con il mio gesto ho salvato molte vite, ne sono contento ma stanotte ho perso tutto e mi serve assolutamente un aiuto perché non ho praticamente più niente”.
Domenico Ferraiuolo è l’eroe che ha evitato la tragedia per il crollo di una palazzina a Casoria. Ha allertato gli altri residenti del palazzo dopo aver verificato che nei sotterranei dello stabile vi era una grossa perdita di acqua. Se non ci sono state vittime e feriti, è anche – se non soprattutto – merito suo.
Ma adesso è rimasto senza nulla: “Sono disoccupato e mi sono sposato da poco – racconta – e quella casa l’avevo acquistata con enormi sacrifici miei e della mia famiglia. In pratica, ora sono un nullatenente”.
Domenico è stravolto: racconta le ore che hanno preceduto il crollo. “Erano un paio di giorni che sentivamo degli scricchiolii ed erano evidenti delle crepe: ho avvisato gli inquilini che erano presenti e abbiamo allora deciso di controllare la parte sotterranea della palazzina, là c’è una sorta di grotta posta a 20-25 metri dal livello della strada.
Non siamo nemmeno entrati, che abbiamo notato un’enorme cascata venire fuori da una grossa tubatura. Siamo tornati sopra e abbiamo invitato chi ancora era in casa a scendere in strada. Questo nonostante qualcuno provasse a darci rassicurazioni sullo stato di solidità dello stabile”.
La vita di Domenico Ferraiuolo è crollata con quella casa. Guarda l’immobile. “Quello è ciò che rimane del mio appartamento – dice indicando la parte alta dello stabile – praticamente il solo sgabuzzino. Mi dicono che con il mio gesto ho salvato molte vite, ne sono contento ma stanotte ho perso tutto e mi serve assolutamente un aiuto perché non ho praticamente più niente”.
Ieri sera i vigili del fuoco avevano disposto lo sgombero forzato delle 15 famiglie residenti nello stabile di via Cavour, tra le proteste.
Stamane, molte di quelle persone hanno ringraziato i pompieri “per averli salvati grazie alla corretta e tempestiva valutazione fatta ieri”, fa sapere il comando dei vigili del fuoco. Saranno gli esperti a stabilire le cause del crollo e a monitorare e mettere in sicurezza l’area del palazzo crollato stamattina alle 7 tra la disperazione dei residenti. Anche alcuni palazzi vicini sono stati sgomberati in via precauzionale per consentire le verifiche.
“Morirò qua sotto ma non me ne vado. Sono anni che diciamo che le cose non vanno bene. Che abbiamo piccoli segnali e ora hanno aspettato questo. Non finirà così. Adesso devono aggiustare tutto e devono restituirci le case”. Roberto Maida che con la moglie e i figli abita in uno degli appartamenti crollati a Casoria non nasconde la sua rabbia.
“Qua non funziona niente. Abbiamo buttato i sacrifici di una vita. Stanotte ci hanno fatto dormire per strada. In albergo potevamo andare solo se avevamo minori o persone con patologie. Meno male che non siamo rientrati. Facevamo la fine dei topi”, conclude.
La risposta delle istituzioni
Dopo il crollo sul luogo del disastro, su richiesta del Comune di Casoria, che ha attivato il Centro operativo comunale, per coordinare i soccorsi e l’assistenza sono stati inviati sul posto mezzi e uomini della Protezione civile regionale e della Sma Campania. In particolare, 30 volontari e 3 psicologi dell’emergenza hanno supportato i cittadini.
L’assessora alla Protezione civile della Regione Campania, Fiorella Zabatta, che sta seguendo personalmente l’evolversi della situazione in stretto raccordo con il sindaco di Casoria e con la Protezione civile della Regione, già nella serata di ieri si era recata sul luogo per monitorare le operazioni di ripristino, ascoltare le famiglie sgomberate e coordinare gli interventi insieme all’amministrazione comunale.
“In questa situazione, resa più complessa dal crollo dell’edificio, la nostra priorità assoluta è ora l’incolumità dei cittadini e il supporto alle famiglie coinvolte”, dichiara l’assessora Zabatta. “La Protezione civile regionale è pronta ad impiegare tutte le risorse necessarie. Stiamo provvedendo a fornire un’assistenza più ampia e strutturata per far fronte ai disagi dei residenti causati dal crollo. Continueremo ad aggiornarvi costantemente sull’evoluzione dei lavori e sulle misure di sicurezza adottate”, conclude l’assessora.
Il Comune di Casoria ha pubblicato un avviso rivolto alle famiglie sgomberate a seguito del crollo avvenuto in via Cavour per affrontare l’emergenza abitativa. “Grazie all’attivazione del Fondo regionale di contrasto all’emergenza abitativa della Regione Campania – fa sapere il sindaco di Casoria Raffaele Bene – è stata prevista una misura straordinaria per garantire una sistemazione temporanea e immediata ai nuclei familiari costretti a lasciare la propria abitazione per ragioni di sicurezza”.
Bene ringrazia “l’assessore regionale alle Politiche abitative Claudia Pecoraro per la disponibilità dimostrata, il presidente della Regione Roberto Fico e il prefetto di Napoli Michele Di Bari che hanno consentito di attivare tempestivamente questo importante strumento di supporto”. obiettivo di tutelare le persone e accompagnare le famiglie in questo momento difficile”, assicura il sindaco di Casoria.
L’ordine degli architetti lancia l’allarme.
“Il crollo è avvenuto in uno stabile già sgomberato, dopo che alcuni cittadini avevano segnalato scricchiolii e rumori anomali. Ma un sistema di Protezione Civile non può reggersi solo sulla prontezza dei cittadini”. A dirlo è Antonio Cerbone, consigliere dell’Ordine degli Architetti di Napoli e coordinatore campano della Stn (Struttura tecnica nazionale) della Protezione civile.
“Casoria come molti comuni italiani, è dotata di un Piano di Emergenza e di un Piano di Protezione Civile. Il problema non è la loro esistenza formale, ma la loro invisibilità sostanziale. Piani chiusi in un cassetto, sconosciuti alla maggior parte della popolazione, mai realmente condivisi. Un piano che non viene comunicato non è uno strumento di prevenzione: è solo un atto amministrativo.
Parlo con la voce di chi vive questo territorio come cittadino, ma anche con la responsabilità di chi opera come tecnico, come consigliere dell’Ordine degli Architetti di Napoli e come coordinatore della Struttura tecnica nazionale per la Campania. Da anni denuncio la scarsa comunicazione dei Piani di Protezione Civile. Le prime analisi indicano come causa del crollo una infiltrazione dovuta alla rottura di una conduttura idrica.
È evidente che una manutenzione ordinaria programmata avrebbe potuto ridurre drasticamente il rischio. Questo – conclude – ci porta a una domanda scomoda, ma necessaria: quanto investiamo davvero nella prevenzione rispetto a quanto spendiamo dopo le emergenze? La prevenzione non si improvvisa e non si attiva solo quando l’emergenza è sotto gli occhi di tutti. Questa volta è andata bene. Ma la fortuna non è una politica pubblica”.
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- Articolo modificato il giorno 23/01/2026 ore 17:20 - Aggiornamento struttura del contenuto
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