

Antonio Conte
Il pareggio di Copenaghen pesa come una sconfitta e Antonio Conte non lo nasconde. Dopo l’1-1 contro i danesi, rimasti in dieci uomini dal 35’, l’allenatore del Napoli sceglie la via della massima franchezza, mettendo in discussione il livello della squadra nella competizione.
“Al netto delle assenze e della stanchezza, una gara del genere va vinta. Forse il nostro livello non è all’altezza di questa competizione, visto che abbiamo fatto solo 8 punti. C’è da fare un grandissimo mea culpa”, dice Conte, visibilmente scosso, senza cercare attenuanti. “C’è poco da parlare, bisogna solo essere molto arrabbiati con noi stessi. Forse non abbiamo percepito l’importanza della posta in palio”.
Un punto che serve a poco, soprattutto in vista dell’ultima e decisiva sfida contro il Chelsea, che deciderà il futuro europeo degli azzurri. La sensazione è quella di un’occasione sprecata, come lo stesso tecnico sottolinea con amarezza. “Deve esserci delusione perché è una partita che si era messa nelle migliori condizioni per essere vinta e fare uno step in avanti per giocarci i playoff. Potremmo avere mille attenuanti, ma oggi non valgono perché avremmo dovuto vincere”.
Conte allarga poi lo sguardo al rendimento europeo lontano dal Maradona, un tema che inizia a diventare strutturale. “Per la quarta volta consecutiva abbiamo dimostrato di fare fatica in Champions in trasferta, nonostante la gara fosse in totale controllo da parte nostra. Questo è un pareggio che fa male a me e deve farlo anche ai calciatori”, insiste, chiedendo una presa di coscienza collettiva.
Sul tavolo resta anche l’emergenza infortuni, ma senza trasformarla in un alibi buono per tutto. “Noi cerchiamo di fare del nostro meglio con i giocatori che abbiamo a disposizione. Dobbiamo cercare di lavorare e offrire la migliore versione di noi stessi. Oggi potevamo fare molto meglio”, afferma il tecnico, che poi guarda già alla sfida di campionato contro la Juventus, la sua Juventus. “Per la Juventus conteremo quanti siamo e prepareremo la partita”, conclude, lasciando intendere che rabbia e orgoglio dovranno essere le prime risposte del Napoli.