Domenica scorsa, il deputato di Alleanza Verdi Sinistra Francesco Emilio Borrelli ha effettuato un blitz in via Vincenzo Cuoco, nel cuore di Chiaia. Qui, il gestore di un’autorimessa locale coordinava l’occupazione abusiva delle strisce blu riservate ai residenti, sfidando codice della strada e forze dell’ordine. Alla vista della polizia, l’uomo è fuggito precipitosamente su uno scooter, ma le indagini hanno rivelato il suo status: un pregiudicato agli arresti domiciliari.
Violazioni a catena: minacce e illegalità diffusa
Testimonianze dei residenti dipingono un quadro di prepotenza quotidiana. L’individuo non solo “militarizzava” il suolo pubblico per i clienti del garage, ma trasgrediva le restrizioni giudiziarie standosene in strada. “Minacciava i cittadini onesti e dettava legge come un boss di quartiere”, tuona Borrelli, che parla di “assurdo totale: un pregiudicato libero di fare il parcheggio abusivo mentre dovrebbe essere chiuso in casa”.
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La visura camerale getta ombre cupe sull’attività. Un fatturato dichiarato di soli 12mila euro annui stride con almeno sei lavoratori fissi, inclusi – segnalano i residenti – un minorenne. “Evasione fiscale, lavoro sommerso, impiego di minori: un concentrato di reati”, accusa il deputato, che ha già allertato Guardia di Finanza e Questura.
La battaglia di Borrelli: “Chiusura immediata o non molliamo”
“Siamo ostaggi di garage prepotenti e abusivi che sfidano le istituzioni”, conclude Borrelli. “Chiediamo la chiusura sine die dell’autorimessa e accertamenti rigorosi. Non faremo un passo indietro finché Chiaia non sarà liberata da questa illegalità strafottente”.
Fonte REDAZIONE






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