Napoli– Sembra un paradosso impossibile all’ombra del Vesuvio, eppure per trenta bambini napoletani quella di ieri sera è stata una prima volta assoluta. Nonostante vivano nella capitale mondiale della pizza, non avevano mai varcato la soglia di un locale per mangiarne una, seduti a un tavolo, serviti come clienti veri.
Il "miracolo" della normalità è andato in scena alle 18:00 nel cuore pulsante del Rione Sanità, dove la pizzeria di Ciro Oliva ha aperto le porte a trenta piccoli ospiti provenienti da famiglie indigenti del quartiere. Un gesto semplice, ma dal valore simbolico dirompente, capace di trasformare un martedì di fine anno in una festa inattesa.
I protagonisti sono alunni delle scuole elementari che solitamente frequentano la mensa della Comunità di Sant'Egidio. Lì ricevono un pasto caldo una volta a settimana, ma l'esperienza della pizzeria — il rito della scelta dal menu, l'attesa, la condivisione — era un lusso finora precluso dalle difficoltà economiche delle famiglie d'origine. Ieri, invece, hanno potuto scegliere la loro pizza preferita e condividerla, annullando per una sera le distanze sociali con i loro coetanei più fortunati.
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L'iniziativa è il frutto di una sinergia virtuosa tra l'imprenditoria locale e il terzo settore. A tessere la trama di questa serata speciale sono stati Ciro Oliva, volto noto della pizza napoletana, la Comunità di Sant'Egidio e il Centro Italiano Femminile (Cif) provinciale.
«La pizza non è solo un piatto, ma un momento di convivialità, di normalità, di gioia», ha commentato Fiorella Girace, presidente del Cif provinciale, da tempo in prima linea nel sostegno alle fragilità del territorio. È stata lei a sintetizzare il senso profondo dell'evento: «Offrirla a chi non ha mai potuto permettersela significa restituire un pezzo di infanzia». Un'alleanza che dimostra come il cibo, a Napoli, resti uno dei più potenti strumenti di inclusione sociale.
Fonte REDAZIONE





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